Virus Cina, dal contagio al falso allarme: la lunga notte di Bari

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dall'inviato Francesco Maggi - Una lunga notte di paura quella vissuta da Bari, che ieri per alcune ore ha rischiato di diventare la prima città italiana con un caso di nuovo coronavirus cinese, sospettato in una paziente 40enne tornata dalla Cina e ricoverata in isolamento al Policlinico.

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Per ora le prime analisi dell'Iss sembrano escludere la presenza del temuto agente patogeno, ma si aspetta oggi la conferma dall'Inmi Spallanzani di Roma. Intanto, tra chi è arrivato in città dall'estero per vacanza o per affari c'è preoccupazione. Come il gruppo di giovani velisti del Nord Italia a Bari per un evento, che questa mattina cercavano notizie sul proprio smartphone e con aria preoccupata e un sorriso tirato si sono chiesti "ma siamo in pericolo?". 

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Tra i turisti stranieri c'è chi conosce l'allarme internazionale, ma non quanto accaduto in città, e proseguirà normalmente la vacanza. Al Policlinico di Bari il via vai di persone suggerisce che oggi è un normale venerdì di visite e esami. Nessuna ressa di telecamere fuori dall'ingresso, ma i telefoni della direzione generale squillano senza interruzione.  

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"Non c'è nessuna situazione di allarme, l'ospedale funziona normalmente. Quelle messe in campo ieri sono procedure previste in questi casi", spiega all'AdnKronos Salute il direttore generale del Policlinico, Giovanni Migliore. Intanto però questa mattina è stato annullato un evento con il governatore Michele Emiliano che doveva inaugurare alcuni nuovi spazi. Forse la precauzione dopo l'allarme di ieri. 

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