Virus Cina, Fiavet: 200mila turisti italiani ogni anno nel paese

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Roma, 26 gen. (askanews) - "Ogni anno ben 200.000 italiani vanno in Cina per turismo. In queste ore sono in costante contatto con le autorità sul posto. In questo momento la situazione è monitorata, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha posto tutta l'area interessata dal virus sotto osservazione". Lo afferma in una nota Ivana Jelinic, Presidente Nazionale della Fiavet, la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese del Turismo.

Ecco cosa fare se si è in Cina in questo momento o si sta pensando comunque di andare: "Ricordiamo che non tutta la Cina è chiusa ma essendo quella in atto una situazione mutevole non è possibile fare una previsione di ciò che potrebbe accadere o evolversi nelle prossime ore. Dunque in Cina bisogna evitare luoghi di assemblamento, bisogna dotarsi sempre di mascherina anche a causa dello smog in alcune città, consumare cibi rigorosamente ben cotti - ha proseguito la Jelinic - mettersi in viaggio solo se si è in perfetta condizione di salute, non bere acqua dalle fontane ma solo da bottigliette ben sigillate, usare i disinfettanti per le mani, portare dietro sempre le medicine di uso comune, sia gli italiani che sono già in Cina che coloro i quali hanno in programma di partire sarebbe opportuno che si mettessero in contatto con i propri agenti di viaggio e fare esclusivamente con loro una valutazione immediata della situazione".

E poi: "Gli italiani che sono in Cina in aree magari definite a rischio devono seguire tutte le indicazioni che arrivano dal Governo cinese. Gli italiani che in questo momento si trovano in aree dove almeno per il momento non è presente il virus è opportuno che non si stacchino dai gruppi, che si facciano seguire sempre dagli operatori turistici cinesi che sono sul posto e qualora volessero andare in escursione da soli diano al capo - gruppo tutti i riferimenti necessari portando dietro i contatti della struttura dove stanno alloggiando. I turisti italiani che sono già in Cina devono mantenere un contatto costante con gli operatori turistici che li stanno seguendo". (Segue)