Virus Cina, Fiavet: 200mila turisti italiani ogni anno nel paese -2-

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Roma, 26 gen. (askanews) - "Il fai da te, dunque prenotazioni dirette, espone a molti rischi in particolare per la Cina dove l'inglese non è diffuso. Il fai da te è rischioso poi soprattutto in condizioni di emergenza. Se si è soli - ha continuato Jelinic - ci si può imbattere in problemi di carattere oggettivo come il voler spostare un volo per partenze anticipate e nella maggior parte dei casi chi segue il fai da te non pensa ad esempio a stipulare una polizza sanitaria che invece è già prevista nei viaggi organizzati con operatori turistici. Ricordiamo che per andare in Cina è necessario il visto ma nonostante il visto abbiamo anche una minima percentuale di turisti che predilige il fai da te. In Cina la sanità è quasi tutta a pagamento e dunque l'assenza di polizza sanitaria può rappresentare un problema. Il ruolo delle Agenzie di Viaggio è importante anche in queste situazioni perché si hanno maggiori garanzie che vanno dalle coperture assicurative alle informazioni in tempo reale su tutto".

Nella giornata di domani il Presidente Nazionale della FIAVET sarà nuovamente a Roma per fornire alla stampa qualsiasi informazione ritenuta utile. Ognuno deve valutare attentamente se partire per le aree non chiuse della Cina. Ricordare che gli operatori turistici possono sempre provvedere ad un cambio di destinazione.

"Il traffico è regolare su Pechino ed anche Shangai. A Pechino chiuse la Muraglia Cinese e la Città Proibita ed anche a Shangai sono stati chiusi alcuni siti. Il Governo ha chiuso i luoghi solitamente maggiormente affollati, però non tutti i siti in altre città sono stati chiusi. La situazione è mutevole. Gli operatori turistici, in questa circostanza - ha concluso Ivana Jelinic - in caso di partenze imminenti e già programmate possono mettere a disposizione dei clienti anche destinazioni alternative. Però non tutte le aree della Cina sono chiuse al flusso turistico, al momento".