Virus Cina, "caso a Napoli è influenza". Attesi risultati per Parma

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"Anche il caso dell'ospedale Cotugno di Napoli non è coronavirus, ma una semplice influenza". A precisarlo è il ministero della Salute, dopo che in mattinata era circolata la notizia di un possibile terzo caso sospetto di infezione da 2019-nCov, dopo quello di Bari. 

E sono attesi in giornata i risultati definitivi di tutti i test effettuati sulla donna ricoverata all'ospedale Maggiore di Parma per una sospetta infezione. La paziente, residente nel parmense e di ritorno da Wuhan, aveva accusato lievi sintomi di infezione alle vie respiratorie e dai primi accertamenti effettuati presso il laboratorio dell'Istituto di Igiene dell'Università di Parma su tampone orofaringeo era emersa la presenza del virus influenzale di tipo B.Gli ulteriori accertamenti da parte dei laboratori di riferimento sono in corso; intanto, a quanto si apprende, la paziente sta migliorando, la tosse è regredita e la febbre non si è ripresentata. Un altro falso allarme, sembrerebbe, anche se "non si può escludere al 100% una co-infezione - dice all'Adnkronos Salute Carlo Calzetti, infettivologo dell'ospedale di Parma - la certezza la avremo con i risultati definitivi di tutti gli esami in corso all'Istituto Spallanzani" di Roma. 

Sul versante dei contagi extra Cina, le autorità sanitarie francesi hanno confermato un terzo caso di persona affetta in Francia: la ministra della Salute Agnès Buzyn ha reso noto che si tratta di un familiare della seconda persona infettata, che si trova ricoverata in isolamento in un ospedale di Parigi. L'altro caso è stato registrato a Bordeaux.Un terzo caso è stato confermato anche in Giappone: si tratta di una donna di circa 30 anni che al suo arrivo nel Paese, il 18 gennaio, non presentava sintomi. Ha iniziato ad avere tosse e febbre il 21 gennaio. La donna non avrebbe visitato il mercato del pesce di Wuhan, considerato il focolaio dove si è sviluppato il virus. 

Le autorità della Thailandia danno poi notizia di 5 casi: la conferma è arrivata dal vice ministro della Salute, Satit Pitutecha. Il quinto caso riguarda una 33enne cinese di Wuhan arrivata in Thailandia lo scorso 21 gennaio con la figlia di sette anni. La donna, che si è sottoposta ai controlli tre giorni dopo l'arrivo nel Paese, è ora ricoverata. La bambina non è stata contagiata. 

Inoltre, in risposta ai nuovi casi confermati di infezioni - 5 pazienti infettati - Hong Kong ha attivato il livello di emergenza, il più alto: lo ha annunciato la Chief Executive, Carrie Lam, in una conferenza stampa in cui sono state presentate le misure per impedire la diffusione del virus nell'ex colonia britannica. 

Altri tre casi di contagio sono stati confermati in Australia, a poche ore dall'annuncio del ministero della Sanità sul primo paziente a Melbourne. I tre casi sono stati registrati a Sydney: si tratta di tre uomini - 53, 43 e 35 anni - tornati recentemente da Wuhan e ora ricoverati in isolamento, secondo le autorità sanitarie del New South Wales. 

In Cina, solo il remoto Tibet 'si salverebbe' dal nuovo coronavirus: i media locali riportano infatti che sono interessate dall'epidemia tutte le regioni della Repubblica Popolare ad eccezione del Tibet (nell'estremo ovest), dopo che è stato confermato un caso anche nella provincia di Qinghai. Secondo la 'CcTv', l'elenco delle 30 province, regioni e comuni va da Pechino alle regioni autonome, come lo Xinjiang. Ci sono casi confermati anche a Macao. 

Secondo quanto rende noto sempre la tv cinese, inoltre, un medico dell'ospedale 'Hubei Xinhua' è morto dopo aver contratto il nuovo virus: aveva 62 anni. I media cinesi riportano anche la notizia della morte di un secondo dottore, 51 anni, specializzato in malattie infettive, vittima di un improvviso arresto cardiaco mentre si stava recando in ospedale. I suoi colleghi hanno detto che era esausto perché da giorni impegnato a combattere il virus. Le autorità di Wuhan hanno poi ordinato lo stop alla circolazione nelle strade della città: la misura, in vigore da domenica, permetterà la circolazione sono ai veicoli governativi, a shuttle speciali e alle auto munite di permessi. 

E un secondo ospedale - con 1.300 posti letto - verrà proprio costruito nella città cinese dove inizialmente si è manifestato il nuovo coronavirus per garantire l'assistenza alle persone contagiate. Lo ha riferito il 'Quotidiano del Popolo'. L'ospedale dovrebbe essere pronto in due settimane. 

In due settimane si rischiano fino a 350mila contagi a Wuhan: l'allarme arriva dagli esperti. I media britannici danno notizia di uno studio della Lancaster University, della University of Florida e della University of Glasgow secondo cui è stato diagnosticato solo il 5% dei casi. Stando a Jonathan Read, ricercatore della Lancaster University, "se non cambierà qualcosa a livello di controllo o trasmissione, ci aspettiamo altre epidemie in altre città cinesi e che l'infezione continui a diffondersi all'estero più rapidamente". 

Così "tra 14 giorni", il 4 febbraio, "secondo il nostro schema il numero delle persone contagiate a Wuhan potrebbe superare le 250mila (tra le 164.602 e le 351.396). Gli esperti prevedono che le città più colpite potrebbero essere Pechino, Shanghai, Guangzhou, Chongqing e Chengdu. Fuori dai confini della Repubblica Popolare, al 4 febbraio, i rischi maggiori potrebbero riguardare Thailandia, Giappone e Corea del Sud. Ma anche Taiwan e Hong Kong".