Virus Cina: Petrone (Fond. Italia-Cina), 'voli e fondi rilancio Made in Italy'/Adnkronos

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Ripresa dei voli, non appena "le evidenze scientifiche lo permetteranno", e fondi per avviare una campagna di comunicazione e di promozione economico-commerciale del made in Italy in Cina. Sono queste le richieste al governo della Fondazione Italia-Cina che, attraverso il direttore generale Vincenzo Petrone, si fa portavoce delle preoccupazioni e delle sollecitazioni del mondo del business (1.700 aziende nella Cina continentale e 400 a Hong Kong partecipate da società italiane), che sta "soffrendo" e pagando un prezzo altissimo per l'emergenza provocata dal nuovo coronavirus. 

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato oggi che l'Ice metterà a disposizione del made in Italy 300 milioni di euro per il sostegno alle imprese. Sono sufficienti? "Non sono in grado di dirlo - dice Petrone all'Adnkronos - Dipende da quanto di questo ammontare sarà dedicato non solo alla ripresa dell'export, ma anche alla preparazione di una campagna di comunicazione e promozione economico-commerciale del made in Italy in Cina". Una campagna che, sollecita il direttore della Fondazione Italia-Cina, bisognerebbe "preparare subito in modo da realizzarla a metà aprile e recuperare nella seconda metà dell'anno quello che stiamo perdendo adesso". 

"Il suggerimento che noi avanziamo - spiega l'ex ambasciatore a Brasilia e Tokyo - è che, fatto pari a 100 il volume di risorse che il governo intende dedicare alla ripresa della presenza italiana in Cina e del turismo cinese in Italia, la metà sia dedicata al lancio della campagna di promozione. Perché l'altro canale, quello dei rimborsi fiscali, delle esenzioni fiscali, presuppone tutta una serie di passaggi burocratici non facili da realizzare, laddove una campagna di rilancio e promozione del made in Italy in Cina può essere concepita molto rapidamente non solo attraverso canali istituzionali ma anche attraverso grandi agenzie di promozione". 

E tre sono le cose su cui, "se dipendesse da noi, ci concentreremmo: una campagna di comunicazione - elenca Petrone, ricordando tra l'altro che il 2020 è l'anno del turismo cinese in Italia - per dire a tutto il mondo del turismo cinese, ai grandi operator che sono benvenuti nel nostro Paese, vogliamo che torniate numerosissimi appena possibile, perché le città italiane trovano nel turismo cinese una dinamica importante da mantenere e sviluppare".  

In secondo luogo, la campagna dovrebbe "valorizzare tutto il made in Italy, la moda, il settore alimentare, lo stile di vita italiano", dice il direttore della Fondazione Italia-Cina, che indica nei fondi per la China International Import Expo di novembre a Shanghai la terza priorità. "Abbiamo già chiesto al ministero degli Esteri di cominciare rapidamente a organizzare la presenza italiana a quell'evento. L'anno scorso noi come fondazione Italia-Cina - ricorda - abbiamo portato 90 aziende, nel 2020 vorremmo portarne di più". 

Intanto, "la preoccupazione principale resta il ristabilimento delle comunicazioni aeree con la Cina - commenta Petrone - perché, quando tra 15-20 giorni, le fabbriche saranno tornate alle attività di produzione ordinaria, bisognerà fare in modo che i voli, non solo cargo ma anche passeggeri, tornino alla normalità".  

"Noi vorremmo che nei prossimi giorni venissero di nuovo riscontrate le evidenze scientifiche che hanno portato al blocco dei voli", conclude l'ex ambasciatore, ricordando "un dato che forse è sfuggito in questi giorni: fino a Natale c'erano più voli da Fiumicino verso la Cina di quanti ce ne fossero verso gli Stati Uniti, nel 2020 erano destinati ad aumentare ancora e nel 2021, su richiesta del mercato, la previsione era di voli settimanali tra l'Italia e la Cina superiori a quelli tra la Francia e la Cina".