Virus cinese, infettivologi: nessun rischio prevedibile in Italia

Red/Gtu

Roma, 13 gen. (askanews) - Gli infettivologi rassicurano sul nuovo coronavirus cinese: "Nessun rischio prevedibile in Italia".

La notizia del primo decesso causato in Cina da un nuovo coronavirus ha destato apprensioni, ricordando i precedenti di Sars e Mers, ma gli infettivologi rilevano "una scarsa trasmissione del virus da persona a persona e l'epidemia sembra destinata a rimanere circoscritta ad una diffusione locale". Anche l'Organizzazione mondiale della sanità e i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, Cdc, non hanno ancora preso provvedimenti.

"Il fenomeno sarà comunque meritevole di un'attenta sorveglianza. Anche se non abbiamo elementi per pensare che questo nuovo virus possa significativamente coinvolgerci, il mantenimento di una rete di specialisti è importante come strumento di protezione per la popolazione tutta" sottolinea Marcello Tavio president della Simit, Società italiana di malattie infettive e tropicali.

La notizia del primo decesso causato in Cina da un nuovo coronavirus ha portato, infatti, a una serie di richieste di chiarimento rispetto alle quali la comunità scientifica si è messa a disposizione. "Le informazioni disponibili sono ancora limitate - spiega il professor Massimo Galli, past president Simit - tuttavia, dagli elementi raccolti si desume che l'area interessata sia quella di Wuhan, una città della Cina centrale; che i casi diagnosticati sarebbero, al 10 gennaio, almeno 59, di cui 15 confermati in laboratorio; che la maggior parte dei pazienti avrebbe frequentato mercati in cui erano in vendita animali vivi, selvatici e domestici; che la trasmissione interumana - cioè da persona a persona - del virus sarebbe scarsa o comunque non ancora ben definita". L'appartenenza del virus alla famiglia dei Coronaviridae sarebbe provata dal sequenziamento del virus in due diversi laboratori in Cina. Da quanto è dato sapere il virus non è simile né a quello della Sars, né a quello della Mers, ma sarebbe più affine ad altri virus della stessa famiglia isolati in pipistrelli.(Segue)