Virus cinese, infettivologi: nessun rischio prevedibile in Italia -3-

Red/Gtu

Roma, 13 gen. (askanews) - I coronaviridae - ricordano gli infettivologi - sono una vasta famiglia di grossi virus a Rna (acido ribonucleico). Almeno sei specie virali diverse si sono dimostrate in grado di infettare l'uomo. Le due che hanno suscitato più allarme sono il virus della Sars, che è emerso in Cina nel 2002 ed ha causato una fiammata epidemica che, facilitata nella diffusione dai collegamenti internazionali per via aerea, è stata responsabile di 8098 casi con 774 decessi, per poi spegnersi nell'arco di pochi mesi. Il serbatoio del virus è risultato un pipistrello, Rhinolophus ferrumequinum, la cui area di distribuzione si estende dall'estremo oriente a tutta l'Europa meridionale e al Nord Africa. Dopo il 2003 non sono più stati osservati casi di Sars. Il virus della Mers è stato isolato per la prima volta a Londra nel 2012 in un paziente con una grave sindrome respiratoria proveniente dal Medio Oriente. Alla fine dello scorso novembre ne erano stati registrati in tutto 2494 casi, con 858 morti. La maggioranza dei casi (2102) è stata osservata in Arabia Saudita. A differenza della Sars, la Mers tende a causare quadri respiratori gravi prevalentemente in pazienti già portatori di problemi clinici di rilievo, ed ha continuato a ripresentarsi negli ultimi anni con uno stillicidio di casi. Un'unica, importante epidemia, con 185 casi accertati, si è verificata in Corea a partire da un caso importato ospedalizzato. È stato provato che i dromedari hanno un ruolo nella diffusione del virus, anche se il serbatoio originario non è stato ancora individuato.