Si aggrava il bilancio delle vittime del virus cinese, isolate altre due città

Salgono a 649 i casi di polmonite da coronavirus accertati in Cina e almeno 17 i decessi (25 secondo Sky News, cifra non confermata da fonti ufficiali). E, dopo Wuhan, dove si è diffuso il virus all'origine dell'epidemia di polmonite che ha colpito la Cina, anche altre due città nella provincia interna cinese dello Hubei vengono messe in sostanziale quarantena, per evitare il diffondersi del contagio. Intanto la città di Pechino ha annullato i festeggiamenti per il Capodanno, che quest'anno cade il 25 gennaio, e ha decretato la chiusura al pubblico della Città Proibita.  La polmonite nella capitale cinese ha già provocato 22 casi accertati.

Le autorità della città di Huanggang, non lontana da Wuhan, hanno indetto lo stop dei trasporti pubblici e la chiusura dei luoghi di ritrovo. Dalla mezzanotte di oggi, ora locale, si fermeranno le corse sugli autobus, anche a lunga percorrenza, e su rotaia, e verranno chiusi cinema e luoghi pubblici dedicati alla cultura, al turismo e all'intrattenimento. Chiuso fino a data da stabilirsi anche il mercato centrale della città, secondo quanto riporta la nota emessa dall'amministrazione locale. In tutti i punti di ingresso stradali della città, conclude l'amministrazione, che chiede la comprensione dei cittadini, verranno effettuati screening delle temperature. 

Ezhou, situata sul fiume Yangtze, vicino a Huanggang, non opererà più, dalla notte di oggi, trasporti ferroviari. Lo hanno comunicato le autorità locali della città, che conta oltre un milione di persone, anche se, almeno per il momento, non si segnalano ulteriori misure restrittive alla mobilità delle persone.

Le vittime erano anziane e vulnerabili

Avevano dai 48 agli 89 anni 17 delle persone morte per il coronavirus che ha provocato l'epidemia di polmonite a Wuhan, nella Cina interna, e cinque di loro non avevano mostrato sintomi di febbre al momento del ricovero ospedaliero, ma presentavano altri sintomi, tra cui cui tosse, un senso di oppressione al torace e difficoltà respiratorie, riferisce la Commissione Nazionale per la Sanità cinese che ha reso noto il profilo sanitario delle prime 17 persone morte a causa del coronavirus.

Delle 17 vittime, otto avevano più di 80 anni, due tra i 70 e gli 80, cinque erano 60enni, a cui si aggiunge un 50enne, oltre alla più giovane vittima, di soli 48 anni. Almeno nove di loro avevano condizioni pre-esistenti, tra cui il diabete, problemi alle coronarie e il morbo di Parkinson. Delle 17 vittime, quattro erano donne e il resto uomini, di cui il più anziano risulta un 89enne di nome Chen. L'uomo si era rivolto al medico il 5 gennaio scorso ed è deceduto 13 giorni dopo: prima di contrarre il coronavirus soffriva di iper-tensione, diabete e problemi alle coronarie, mentre la più giovane vittima, la 48enne di cognome Yin, soffriva di diabete e aveva avuto un infarto.

Stanno tutti bene i passeggeri atterrati a Fiumicino

Stanno tutti bene i 202 passeggeri e l'equipaggio del volo proveniente da Wuhan, atterrati questa mattina all'Aeroporto di Fiumicino e sottoposti al controllo sanitario predisposto dal ministero della Salute. Lo conferma a Sky Tg24 Carlo Racani, direttore sanitario degli Aeroporti di Roma. L'esito del controllo è stato immediato.

"Il canale sanitario è una struttura apparentemente avveniristica - spiega Racani - ma la procedura è molto semplice. Le persone passano sotto le telecamere termiche. Se il colore della pelle cambia, il passeggero viene enucleato, portato fuori dal gruppo e da lì iniziano i controlli specifici per poter vedere di che cosa si tratta".