Virus, come si vive alla frontiera tra Francia, Svizzera Italia

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Roma, 17 mar. (askanews) - Lara Ricci, giornalista e scrittrice, tra le firme del 'domenicale' di cultura del Sole 24 ore, vive a Omex, in Francia, al confine con Ginevra e lavora a Milano. Una vita da 'frontaliera' sui generis sconvolta e radicalmente mutata dall'emergenza Coronavirus.

"Dopo tre settimane - racconta - abbastanza angoscianti perché qui nessuno sembrava rendersi conto del pericolo, a parte alcuni italiani, come se un'altra volta si pensasse che Tchernobyl si fermasse al confine, ora siamo finalmente tutti chiusi in casa. Il giorno delle elezioni, domenica, le persone hanno iniziato ad avere paura e alcuni amici che prima non si preoccupavano quanto noi si sono chiusi in casa e non sono andati a votare. Per fare la spesa da Carrefour passando solo a ritirare la spesa (qui non la portano a casa), ormai bisogna aspettare 4 giorni e mentre ordini i prodotti scompaiono: latte e uova e fette biscottate in particolare. E quando vai a ritirare la spesa trovi la metà dei prodotti che hai ordinato".

"Io - prosegue - ieri ho fatto la prima lezione online con i miei studenti del Laboratorio di giornalismo dell'Università di Losanna: la sezione di italiano è stata la prima a partire, senza che si perdesse neanche un giorno. È andata bene ma l'umore non era altissimo: chi chiuso in casa a Losanna, chi tornato in Ticino dai genitori. Ma nella zona ci sono anche intoppi: spesso le lezioni e le videoconferenze online stanno avendo problemi perché c'è troppa gente che le sta facendo"

L'emergenza, d'altronde, colpisce anche le istituzioni internazionali. "Il palazzo dell'Onu, a Ginevra, è chiuso da ieri e cominciamo a conoscere persone di qui che si sono probabilmente contagiate (i tamponi non li fanno più) e che sono state messe in quarantena. Oltre quelli che conosciamo a Milano".

Infine c'è la grande questione dei frontalieri veri e proprio. Lara Ricci fa un esempio concreto: "il marito della nostra ex-tata, che è un frontaliere che lavora come piastrellista per un'azienda svizzera, ha ricevuto una mail dal suo capo che gli dice che se dovessero bloccare le frontiere e dunque non potesse più andare al lavoro non lo paga più".

le lezioni e le videoconferenze online qui stanno avendo problemi perché c'è troppa gente che le sta facendo