Virus, dopo la California, 'chiudono' stato di New York e altri

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Roma, 21 mar. (askanews) - Lo Stato di New York e molti altri venerdì hanno dichiarato di interrompere tutte le attività non essenziali per affrontare la pandemia di coronavirus, seguendo le orme della California. Il governatore californiano Gavin Newsom aveva già annunciato il giorno prima decisioni simili e messo in isolamento l'intero stato.

Le misure adottate in California, New York, Illinois, New Jersey e Connecticut sono più restrittive di quelle annunciate finora a livello federale. La mossa ha superato il presidente Donald Trump, che venerdì ha escluso un arresto a livello nazionale. "Non credo che lo troveremo necessario un giorno", ha detto. "È stato fatto in California, è stato fatto a New York, questi sono due punti caldi (...) Ma se vai nel Midwest o altrove, guardano tutto in TV e non hanno lo stesso problema ", ha aggiunto.

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    "L’indice di gradimento dell’esecutivo oggi si attesta a 56, quello del premier al 61, aumentando rispettivamente di 14 e 13 punti rispetto a un mese fa e raggiungendo i valori più elevati dall’insediamento del Conte 2". E la premessa da cui parte il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera nel registrare il gradimento oggi, in piena epidemia da Covid-19, per il premier ma anche per i partiti e le coalizioni."Anche i giudizi sui leader politici fanno tutti registrare un aumento - scrive Pagnoncelli - a conferma di un atteggiamento meno ostile manifestato dai cittadini nell’attuale situazione di emergenza sanitaria". E infatti, il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, "ottiene un indice pari a 41, aumenta di 4 punti e sale al primo posto scavalcando Matteo Salvini che si attesta a 39 (+1); al terzo posto balza il ministro della Salute Speranza con 33 (+12), seguito da Franceschini con 32 e Zingaretti con 30 (entrambi +1), quindi Di Maio che sale a 27 con un aumento di 8 punti, Bonafede con 24 (+5), Berlusconi e Bellanova appaiati a 23 (entrambi con +4); infine Crimi con 21 (+4) e Renzi con 13 (+3)". Quanto alle intenzioni di voto, annota Pagnoncelli, "il crescente e significativo apprezzamento per il governo non sembra avere riflessi di analoghe dimensioni sulle scelte degli elettori", e perciò "nel complesso, le due principali forze di governo sono in leggera crescita e il centrodestra è stabile". E dunque: la Lega è ancora al primo posto con il 31,1% dei consensi (-0,5), seguita dal Pd al 20,6 (+1%), dal M5S al 15,3 (+1,3%), quindi FdI stabile al 13,3%, Fi al 6,8% (+0,5), Italia Viva stabile al 3,5%.

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    "L'Italia sia attenta a bugie e ambizioni della Cina", avverte Joshua Wong

    Joshua Wong, leader del partito Demosisto e degli studenti di Hong Kong, ammonisce l'Italia affinché non diventi "una provincia in più della Repubblica Popolare Cinese". Secondo Wong, "al di là di ogni dubbio, la Cina sta sfruttando l'invio delle sue mascherine sanitarie allo scopo di ottenere una futura influenza politica. La generosità insincera ha un prezzo". Wong, che ha capeggiato le durissime proteste per la democrazia nel corso del 2019 a Hong Kong, in un'intervista all'AGI mette anche in guardia dalla conclamata fine dei contagi di coronavirus in Cina, accusando il governo di Pechino perché continuerebbe a nascondere la verità sui dati sanitari."Nel novembre dello scorso anno - prosegue Joshua Wong - l'ambasciata cinese a Roma ha apertamente criticato alcuni parlamentari italiani per avere promosso una videoconferenza con il movimento democratico di Hong Kong, trattando l'Italia alla stregua di una provincia aggiunta della Cina". Wong è preoccupato che Pechino "si stia comprando l'Italia". "Se il governo italiano mancherà di proteggere la nazione contro le ambizioni autocratiche della Cina, le conseguenze di una perdita di sovranità e di autonomia saranno ancora più disastrose".​Joshua Wong torna a sottolineare la sua posizione sulla pandemia di coronavirus: "E' ben più di una semplice malattia: si tratta di una sequela di errori prettamente umani. Poteva essere contenuta se i medici che la denunciarono non fossero stati incarcerati. E anche adesso le autorità di Pechino stanno continuando a mettere il bavaglio alle critiche che circolano sul web nei confronti della cattiva gestione dell'epidemia da parte del governo".Wong non usa mezze misure rispetto al "modello cinese" che pure ha costituito, e sta costituendo, l'esempio seguito in Occidente per fronteggiare la diffusione del virus: "Per mantenere bassi i numeri delle statistiche ufficiali sui casi accertati, gli ospedali cinesi adesso rifiutano l'accettazione di nuovi pazienti, mentre quelli ancora in via di guarigione sono costretti a terminare il trattamento e i pazienti asintomatici non sono conteggiati nella casistica totale, secondo quanto riferiscono numerosi organi di informazione"."Ciò senza voler menzionare - aggiunge l'attivista - che l'ottanta per cento dei test per il Covid-19 che la Repubblica Ceca ha ricevuto dalla Cina dà risultati falsi. Ecco, tutte queste informazioni censurate dalla Cina potrebbero portare a un'altra ondata di contagi e potrebbero determinare la vita e la morte negli altri Paesi". "Intanto, la Repubblica Popolare Cinese è tutta impegnata a riscrivere la narrazione di questa vicenda rimproverando gli altri. La settimana scorsa i media di Stato cinesi, Global Times, Cctv e Xinhua, hanno mentito al pubblico sostenendo che il virus era già diffuso in Italia anche prima dell'epidemia di Wuhan", rimarca Joshua Wong."Il governo cinese - aggiunge Wong - ha anche strombazzato che la Cina avrebbe dato le mascherine all'Italia in cambio di niente. Attraverso questa disinformazione e queste fake news, la Cina calpesta la dignità delle altre nazioni, minaccia la loro sicurezza con omissioni e bugie, mettendo anche in dubbio il disinteresse degli aiuti disposti dal proprio governo"."In questa triste situazione - conclude - la popolazione dell'Italia e quella di Hong Kong stanno entrambe combattendo una guerra contro un virus mortale. Noi hongkonghesi siamo tutti quanti al fianco di ciascun italiano. E sono sicuro che potremo superare questi difficili momenti in poco tempo".

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    Nuovo record di decessi in Spagna. Sanchez: "L'Europa sta rischiando"

    Nella pandemia di Covid-19 la Spagna segue drammaticamente l'Italia, nei numeri (prima) e nei provvedimenti di contrasto (poi). Il record di decessi che ogni giorno viene frantumato, nelle ultime 24 ore sono stati 838 che hanno portato il totale a 6.528, con quasi 79 mila casi confermati (poco meno della Cina), ha costretto il premier socialista, Pedro Sanchez, a inasprire ulteriormente il confinamento, nonostante la resistenze durate quasi una settimana.Oggi un consiglio dei ministri straordinario approverà il nuovo decreto che vieta tutte le attività non essenziali almeno fino al 9 aprile con un congedo retribuito per tutti i lavoratori. Quali settori resteranno apertiI partner di Sanchez, incluso Podemos, avevano già sollecitato misure più drastiche. La Moncloa ha iniziato tuttavia la settimana riluttante verso una ulteriore stretta alla libertà di spostamento, con un occhio al crollo del Pil e all'economia già fragile. I record consecutivi di decessi degli ultimi tre giorni non hanno però lasciato spazio a tentennamenti. L'obiettivo ora è di ridurre la mobilità nelle prossime due settimane ai livelli del weekend.Potranno continuare a lavorare solo i settori legati alle attività che con lo scorso decreto erano stati autorizzati all'apertura. Saranno quindi mantenute le attività legate al settore primario, come l'agricoltura e la pesca e prodotti alimentari, la fabbricazione di abiti da lavoro, prodotti farmaceutici e il trasporto e la distribuzione di tutti i prodotti considerati essenziali. Qualsiasi attività di smart working può essere mantenuta.Sanchez ha assicurato, in una video conferenza, che i lavoratori "continueranno a ricevere i loro salari normalmente". Una volta terminata la situazione di emergenza sanitaria, i dipendenti recupereranno le ore di lavoro non fornite gradualmente e distanziate nel tempo. L'appello di Sanchez a BruxellesIl premier, anche in questo caso come l'Italia, ce l'ha particolarmente con l'Ue, invitandola più volte a reagire in una situazione che non potrebbe essere piu' critica. La Spagna non può uscire dalla crisi "con maggiore indebitamento", ha insistito Sanchez. Per questo motivo, ritiene insufficiente l'intervento della Banca centrale europea e ritiene che la luce alla fine del tunnel potrebbero arrivare dall'emissione di quelle che ha definito "bond per la ricostruzione" in modo che lo "sforzo supplementare" nella crisi "abbia il sollievo e la protezione dell'intera Europa"."L'Europa sta rischiando, non può fallire perché anche i Paesi e i governi più europeisti, come la Spagna, hanno bisogno di prove di un reale impegno. Ora è il turno dell'Europa", ha avvertito.

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    Giorgia Palmas e Filippo Magnini, matrimonio saltato: lo sfogo

    Giorgia Palmas e Filippo Magnini si sono visti costretti a rimandare il matrimonio. L'ex velina ha pubblicato uno sfogo social.

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    Secondo i lavoratori delle navi da crociera le relazioni sentimentali tra dipendenti sarebbero estremamente numerose a causa degli spazi condivisi.

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    Farnesina smentisce Libero su donazioni a Tunisia, Somalia e Bolivia

    "Ricostruzioni prive di riscontri"

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    Italiani popolo di 'formiche' ma con il coronavirus salvare i risparmi si fa dura

    Italiani popolo di 'formiche', ma senza entrate, congelate dalla quarantena, la loro capacità di resistere rischia di essere messa a dura prova. I dati sulla ricchezza delle famiglie della Banca d'Italia testimoniano che a fine 2017 quella netta era pari a 9.743 miliardi di euro, 8 volte il reddito disponibile. Per 5.246 miliardi di euro costituita dal valore degli immobili, per 4.374 miliardi da attività finanziarie e per 926 milioni da passività. Un dato superiore a quello della media degli altri Paesi Ocse e che potrebbe rappresentare oggi un 'cuscinetto di sicurezza' per affrontare la terza grande recessione del millennio. A differenza di quanto accaduto nel 2008, dopo la grande crisi finanziaria, e nel 2011, con quella dei debiti sovrani, gli italiani arrivano però all'appuntamento con l'emergenza coronavirus dopo aver dato fondo a buona parte del loro 'tesoretto'. Alla fine del 2018, la ricchezza finanziaria delle famiglie tricolori, sottolinea il Censis, era ancora dello 0,4% inferiore a quella detenuta nel 2008. "Molta la ricchezza ereditata dal passato, poca la nuova aggiunta di recente", commenta il Centro studi.Gli esperti non si sbilanciano su quale atteggiamento assumeranno le famiglie italiane per assorbire questa nuova 'botta', anche se quanto accaduto in passato può fornire qualche indicazione. "Dopo le crisi del 2008 e del 2011", osserva Giorgio Di Giorgio, titolare della cattedra di Economia monetaria alla Luiss, "si è registrato un drastico calo degli investimenti in reddito fisso, complice il calo dei rendimenti, e un'impennata della liquidità". Ai 'Bot people' si sono sostituiti i 'cash people': circa un terzo della ricchezza finanziaria complessiva è attualmente composto da conti correnti e circolante.La nuova crisi, aggiunge, "potrebbe rendere ancor più forte la necessità di stare liquidi. L'emergenza potrebbe comportare riallocazioni importanti sul mercato del lavoro. Lo shutdown pesa sulle imprese, soprattutto su quelle più piccole, che potrebbero finire per non riaprire più. I lavoratori meno protetti potrebbero essere spinti a liquidare le loro posizioni più rischiose, anche rimettendoci, per costituirsi un 'buffer' che consenta loro di far fronte alla perdita di reddito disponibile".Il punto cruciale è però quanto possa durare la resistenza. "I poveri", osserva Di Giorgio, "sono già in difficoltà e a breve lo saranno tutti quelli che lavoravano a giornata, in nero, nei ristoranti, nei bar, nei negozi. L'impatto della crisi sulla riduzione della ricchezza dipende soprattutto dal mercato azionario, ma anche con un calo del 30 per cento, in media, dato il peso di azioni e fondi nei portafogli, sarebbe non superiore a un 8-10 per cento. Cifra importante", conclude l'economista, "ma secondaria rispetto alla 'fame' diffusa che mi aspetto a breve se non si riaprono le attività o non si riuscirà a trasferire soldi alle famiglie entro 10 giorni". (AGI)

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    Il Covid-19 non ferma la guerra: Israele bombarda Gaza

    Nonostante l'emergenza coronavirus Israele bombarda con missili aria-terra delle postazioni militari di Hamas nel nord della Striscia di Gaza.

  • Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020
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    Oroscopo settimanale di Paolo Fox dal 30 marzo al 5 aprile 2020

    Ottimo oroscopo settimanale per il periodo dal 30 marzo al 5 aprile per Ariete, Bilancia e Acquario, meno per il Toro: le previsioni di Paolo Fox.

  • Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto
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    Trovato morto il bimbo di 3 anni scomparso a Metaponto

    È stato ritrovato il cadavere del bambino di tre anni di cui si erano perse le tracce ieri mattina a Metaponto di Bernalda (Matera).

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    Il conto dei morti non torna

    La maggior parte dei 13 sindaci lombardi interpellati dall'AGI conferma la tesi del sindaco di Bergamo Giorgio Gori: esiste un ‘sommerso' di persone decedute col coronavirus, soprattutto nelle case di riposo, ma anche persone che spirano nella loro abitazione, che non emerge dai dati ufficiali.Sedici vittime in tre settimane. Il drammatico bilancio non lascia dubbi nella casa di riposo "Sassi" di Gropello Cairoli (Pavia) dove hanno perso la vita 15 degenti e un'infermiera di 64 anni risultata positiva al coronavirus. Per gli anziani ospiti della Rsa i sintomi sono quelli riconducibili al Covid-19 anche se non si è potuta accertare la natura della malattia non essendo stati eseguiti i tamponi.Eclatante il caso di Albino, provincia del capoluogo orobico, il più colpito assieme a Brescia: “Lo scorso anno, dal 23 febbraio al 27 marzo erano morte 24 persone, quest'anno sono 145 - spiega il sindaco Fabio Terzi - tra i deceduti, quelli con coronavirus ‘certificati' sono 30. E' chiaro che i conti non tornano”. Restando in questa provincia, a San Pellegrino Terme, il primo cittadino Vittorio Milesi fa sapere che “dal primo marzo si sono contati 45 morti di cui 11 con coronavirus accertato da tampone. Lo scorso anno, erano mancate solo due persone”. “Da noi dall'inizio dell'emergenza abbiamo messo in fila 135 morti, l'anno passato era una novantina in meno - afferma Davide Casati, sindaco di Scanzorosciate, sempre provincia bergamasca - Quelli covid sono non più di 20, una minima parte, in linea con quello che sostiene Gori. Da tenere presente che di quei 135, 80 sono deceduti nella casa di riposo, di cui solo alcuni risultano residenti nel paese”. Marco Milesi, che guida il comune di San Giovanni Bianco, ancora Bergamo, ha assistito alla morte di 42 compaesani, “la quasi totalità sono morti certificati di Covid”. La situazione sembra simile nel cremonese. A Castelleone, il sindaco Pietro Fiori ha messo insieme dal primo marzo 25 morti, 23 in più rispetto al 2019. "Non ho dati ufficiali, di alcuni i familiari mi hanno detto che il virus è stata la causa e lo hanno scritto sul certificato di morte. Ma il numero è troppo esiguo rispetto al totale, tanti sono morti in casa, presumo almeno una quindicina”. Poco lontano, a Soresina, il sindaco Diego Vairani annota che “sono mancati 18 residenti con Covid, qualche unità in più rispetto allo scorso anno. Il dato più forte riguarda la casa di riposo dove nel 2019 ne morirono 2, quest'anno oltre una decina. Di questi ipotizziamo, ma non c'è il tampone, che molti siano deceduti col virus”. Vairani ci tiene a chiarire che “i dati reali di positivi e deceduti nel comune, discordanti rispetto a quelli della Regione che arrivano dopo, vengono ricavati grazie alla rete di medici e farmacisti di buona volontà che operano sul territorio. Sono dati che servono a ricostruire la rete di contatti di chi è stato colpito dal virus per evitarne l'ulteriore diffusione. La politica regionale e nazionale è molto distante da noi sindaci, come dimostrano i 12 documenti sui comportamenti da tenere, difficili da capire anche per un esperto”. Anche a Mediglia, nel milanese, decisiva nella triste contabilità è la casa di riposo. “Non ho una stima precisa - dice il primo cittadino Paolo Bianchi - ma posso affermare che i morti sono più del triplo dello scorso anno dall'inizio dell'emergenza. Sono 61 i deceduti nella casa di riposo più altre 8 persone. Quanti di Covid? Non lo so, sono i famosi dati ‘disallineati' che ci arrivano sempre in ritardo e senza referti medici da parte di Ats Città Metropolitana”. In controtendenza Trezzano sul Naviglio, sempre provincia di Milano, Fabio Bottero: “L'anno scorso è stato un anno sfortunato, con molti decessi. Da noi di Covid ci sono solo 3 deceduti. Non abbiamo registrato incrementi”.Il sindaco di Pisogne (Brescia), Federico Laini, sta raccogliendo i dati precisi che saranno pronti lunedì, ma per adesso osserva che “nelle ultime settimane ho un aumento incomprensibile di morti per arresto cardiaco di individui che non avevano sintomi di coronavirus”. Nel bresciano, a Robbio, c'è il primo sindaco Roberto Francesco che ha rotto il ‘muro' lombardo del no tamponi agli asintomatici e che vuole seguire il metodo di Vo' Euganeo: “Noi abbiamo avuto 4 morti certificati da Covid su 8 persone positive. Oggi è morta la moglie di una persona positiva in casa di riposo, ma il tampone non le è stato fatto, casi così ce ne sono molti di sicuro. Io però ho cominciato a fare il test a tutti gli oltre 3mila abitanti. Gente convinta di esserlo perché aveva la polmonite non era positiva e chi non aveva sintomi aveva il virus. Per esempio tra questi ultimi due lavorano con due ditte con centinaia di dipendenti”.In Lombardia c'è poi il caso Codogno, col sindaco Francesco Passerini che stima “125 decessi a fronte dei 51 dello scorso anno tra fine febbraio e marzo. Quanti siano morti col virus non si sa, quelli in casa di riposo non sono sottoposti al test. Ma non sono convinto che questo sia un errore perché, a quanto mi dice Ats, la contagiosità va analizzata nelle prime 24 ore dal decesso, dopo la vitalità del virus quasi sicuramente scompare. Quindi molto dipende dalla tempistica del tampone, non farlo entro tempi certi significa sprecare tempo, soldi ed energie”. Nel comasco, provincia tra le meno interessate dal contagio, a Gravedona, spiega il sindaco Fiorenzo Bongiasca, a “marzo di quest'anno ci sono stato 51 morti, nel 2019 erano 24”. Da tenere presente che però nel paese lacustre c'è un ospedale dove hanno perso la vita residenti in altri comuni del comprensorio. I morti ‘certificati' coronavirus sono solo 5. Il comune di Dongo, stando a quanto riferito dal vicesindaco Mauro Robba, pare confermare la tesi di Gori: “Nel marzo scorso erano mancate 2 persone, quest'anno 8, solo uno accertato coronavirus”.

  • Il sondaggio: fiducia in Ue crolla anche fra europeisti
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    Il sondaggio: fiducia in Ue crolla anche fra europeisti

    "L’Europa alla quale il Presidente della Repubblica Mattarella si è appellato è fortemente criticata dalla maggioranza degli italiani. Il 72% dice che al momento non ha contribuito in alcun modo a fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso nel nostro Paese. Il dato più allarmante è che per il 77% nei prossimi mesi non cambierà nulla, cioè il rapporto con la Ue rimarrà conflittuale ma non porterà benefici all’Italia". E' quanto scrive sulla Nazione-Resto del Carlino-Giorno Antonio Noto, direttore 'Noto Sondaggi', che spiega come "questo sentimento prevalente" verso l’Europa riguardi anche gli europeisti più ferventi. La loro fiducia verso l’Ue, infatti, scrive Noto, "è crollata al 25%, basti pensare che nel periodo pre-epidemia questo indice era comunque al 34%, ed il 64% dei cittadini si professava "europeista convinto" contro il 49% di questi giorni, quindi con una perdita in poche settimane del 15% del consenso". Per il sondaggista, "ciò che colpisce in questi numeri non è la flessione in sé dei giudizi positivi verso l’Europa, questo era da attendere, bensì l’entità di tale diminuzione". Il "braccio di ferro tra il nostro governo e l’Ue per avere finanziamenti garantiti dagli altri Paesi è stata la ciliegina sulla torta, caduta nel momento in cui i cittadini già non riconoscevano nell’Europa un alleato fedele nella gestione dell’epidemia in Italia". Subito dopo, Noto spiega come non si possa escludere che "questa sensazione di essere lasciati da soli influisca concretamente sulle aspettative del futuro e anche in questo caso i numeri non sono incoraggianti". Infatti, "ben 1/3 dei lavoratori teme che nei prossimi mesi possa essere licenziato o che il proprio lavoro possa diminuire. In entrambi i casi si prevedono forti disagi economici che variano da reddito zero o parzialmente ridotto". Preoccupazione che viene registrata non tra i dipendenti pubblici, ma fra quelli del settore privato, imprenditori, commercianti e partite Iva. "Se per alcune di queste categorie è prevista la cassa integrazione – scrive Noto -, anche se al momento è programmata solo per 90 giorni, per altre invece il rischio è la mancanza di liquidità: il 22% degli italiani afferma che già all’inizio del prossimo mese potrebbe avere difficoltà ad effettuare la spesa". Infine, scrive Noto, "anche rispetto alle restrizioni in atto iniziano a prevalere opinioni critiche. Sebbene rimanga ancora molto alta la percentuale di persone che giudicano questi provvedimenti necessari (77%), dall’altra emerge che il 26% sta diventando dubbioso che queste misure realmente stanno avendo risultati".

  • Pd Lombardo: assessore Caparini irresponsabile e inadeguato
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    Pd Lombardo: assessore Caparini irresponsabile e inadeguato

    Peluffo: nessuno si salva da solo

  • Terremoto in provincia di Torino, scossa di 3,4 gradi in Val Sangone
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    Terremoto in provincia di Torino, scossa di 3,4 gradi in Val Sangone

    Una scossa di terremoto di 3,4 gradi della scala Richter è stata registrata nei pressi del comune di Coazze, a circa 30 chilometri dal Torino.

  • Bonaccini, fondi Governo? no a chi già riceve reddito cittadinanza
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    Bonaccini, fondi Governo? no a chi già riceve reddito cittadinanza

    "Non sono per tutta la popolazione"

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    AGI

    Cosa succede in Tribunale a Milano dopo l'incendio delle carte dei processi?

    Nel tribunale di Milano prende fuoco quello che il presidente dell'ordine degli avvocati, Vinicio Nardo, definisce “il cuore pulsante dell'attività penale”, la cancelleria del settimo piano dove sono di casa i giudici per le indagini preliminari. Le fotografie degli uffici devastati e anneriti accrescono l'angoscia in un contesto dove la conta dei positivi al coronavirus annovera già sette magistrati e oltre una decina di altri lavoratori positivi. Le fiamme si propagano in modo lento poco prima delle 23 di ieri sera forse a causa di un cortocircuito ma le guardie se ne accorgono molto più tardi, intorno alle 5, quando dopo un vano tentativo di spegnerle, chiamano i vigili del fuoco.“Propendiamo per un fatto accidentale, dovuto agli impianti elettrici vecchi e sovraccarichi - spiega il pm Alberto Nobili che guida gli accertamenti - al momento nulla fa pensare a un gesto doloso”. L'intervento di 7 squadre dei vigili del fuoco riesce a sedare l'incendio in mattinata, ma per i pompieri il lavoro non è finito perché devono ‘salvare' anche i fascicoli al sesto piano, allagato per l'abbondante utilizzo di acqua servita a mettere in sicurezza il settimo. Oltre al danno certo all'impianto elettrico e agli arredi, le prossime ore saranno importanti per capire se e cosa è andato perduto dell'attività giudiziaria. “A mio avviso è tutto recuperabile \- spiega il gip Guido Salvini, che quel piano lo ‘abita' da un paio di decenni - Quelli bruciati sono fascicoli in transito, attività recente. In particolare sentenze, decreti di condanna e anche di intercettazioni, atti in uscita dalla procura. Tutte carte che dovrebbero essere state digitalizzate”. “Per fortuna il digitale ci assiste - conferma Nardo - ma resta comunque un disastro e le copie originali sono andate perse”.Una fonte della Procura invece parla “di ritardi di anni con la scannerizzazione”, il che potrebbe significare la perdita di qualche atto. Proprio l'emergenza coronavirus ha determinato un'improvvisa accelerata verso il digitale dopo che per anni questa strada è andata a rilento, facendo rimanere gran parte delle attività, soprattutto in ambito penale, legate alla carta. Per evitare ulteriori occasioni di contagio i vertici del tribunale e della procura hanno dato il via libera alle comunicazioni per via informatica.Sullo sfondo dell'incendio, un altro tema antico, quello della sicurezza del palazzo di giustizia, esacerbato dall'incidente nell'ottobre del 2019 a un giovane avvocato, che ha perso l'uso delle gambe cadendo da un parapetto non a norma. Da anni, poi, i rappresentati sindacali fanno presente che, in particolare al settimo piano, mancano le più elementari condizioni per lavorare in serenità. Qualche mese fa, denunciano, era originato da una stanza un principio di incendio da una parete di cartongesso.