Coronavirus, epidemia non si ferma

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Numerosi funzionari dell'Hubei, la provincia cinese più colpita dall'epidemia di coronavirus, hanno perso il lavoro a causa della gestione della crisi poiché il numero di contagi nel Paese è salito a 68.500.  

Dopo la rimozione dei vertici dei giorni scorsi, oggi il comitato disciplinare del Partito comunista ha annunciato la rimozione di oltre una mezza dozzina di funzionari di medio livello. Mentre l'epidema ha raggiunto i 68.500 contagiati, con 2mila infezioni solo nelle ultime 24 ore, ed i 1665 morti, 142 sempre nelle ultime 24 ore, di cui 138 nella provincia di Hubei, con questi licenziamenti il governo centrale cinese tenta di venire incontro alla rabbia dell'opinione pubblica per la cattiva gestione della crisi.  

Intanto, nell'intera provincia epicentro dell'epidemia è stato emanato oggi l'ordine per fermare la circolazione delle auto private. La misura interessa un territorio che ha 60 milioni di abitanti che da settimana è bloccato nel tentativo di impedire la diffusione del virus.  

Le autorità sanitarie di Taiwan hanno riportato il primo decesso provocato dal nuovo coronavirus. Inoltre sono stati registrati altri due contagi che portano a 20 il numero totale dei casi, secondo la dichiarazione del centro per il controllo delle malattie. Al di fuori della Cina, sono quindi cinque le persone morte a causa del virus, di cui uno in Francia dove è è stato registrato un dodicesimo caso di contagio. Lo ha reso noto la ministra Buzyn, precisando che si tratta di un cittadino britannico, contagiato mentre si trovava nella stazione sciistica di Contamines-Montjoie, in Alta Savoia.  

Continua a salire anche il numero delle persone contagiate sulla Diamond Princess: le autorità sanitarie giapponesi hanno riferito di 70 nuovi casi di coronavirus sulla nave da crociera messa in quarantena nel porto di Yokohama, facendo così salire a 335 il bilancio delle persone contagiate.