Virus Hiv in Pakistan, 900 bambini positivi: “Colpa di un pediatra”

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Scatta l’allarme Hiv in Pakistan: oltre 900 bambini in una sola città sono risultati positivi al test. Secondo alcuni esperti alla base dell’epidemia ci sarebbe l’errore di un pediatra che avrebbe riutilizzato le siringhe. L’epicentro del focolaio sarebbe Ratodero, la capitale Taluka, una sottodivisione del distretto di Larkana nella provincia del Sindh. Dall’inizio dell’anno moltissimi bambini della zona sono stati colpiti dal virus che gli ha provocato febbre alta e resistente alle cure. Inoltre, i genitori di questi bimbi conoscevano almeno un’altra famiglia con bambini colpiti dalla stessa malattia.

Allarme Hiv in Pakistan

L’allarme è scattato lo scorso aprile, quando in una cittadina del Pakistan circa 900 bambini erano stati colpiti dal virus dell’Hiv. Questa malattia dell’immunodeficienza umana attacca e distrugge un particolare tipo di globuli bianchi, i linfociti CD4. Questi ultimi sarebbero responsabili del sistema immunitario umano. Dopo alcune indagini le autorità locali sono giunte ad una conclusione: la diffusione del virus tra i più piccoli deriva da un pediatra che riutilizzava le siringhe. Muzaffar Ghangro era il comune denominatore di questi bambini, tutti seguiti dalle sue cure mediche.

I dati

Fino ad oggi sono 1.100 le persone colpite dal virus, circa una ogni 200 abitanti. Di queste, inoltre, 900 hanno meno di 12 anni. Le stime emerse da un rapporto dell’Unaids mettono in luce il raddoppio delle persone colpite dall’Hiv tra il 2010 e il 2018. Il numero di persone infette è salito a 160 mila, con un incremento del 38% nelle fasce d’era tra i 15 e i 24 anni. Il numero però potrebbe essere maggiore visto che non tutta la popolazione si è sottoposta al test.