Virus, la distanza di 1 metro potrebbe non bastare

(REUTERS/Antonio Parrinello)

Potrebbe non essere sufficiente mantenere un metro di distanza fra le persone per scongiurare il contagio da coronavirus. E questo a causa dello smog che potrebbe fungere da vicolo nel trasportare a più lunga distanza il virus.

Esperti e ricercatori della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), Università di Bari (UniBa) e Università di Bologna (UniBo), autori di un position paper pubblicato nei giorni scorsi, hanno pubblicato una nota in cui si evidenzia una correlazione tra la presenza di particolato atmosferico nell'aria e la diffusione del coronavirus in determinate aree del Paese.

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"Il nostro studio - si sottolinea nella nota - è condotto con metodo scientifico, basandosi su evidenze. La correlazione è presente. Che i virus si diffondano nell'aria trasportati dalle polveri trova riscontro nella letteratura scientifica. Come trova riscontro il fatto che restino attivi per diverse ore. Perciò è importante ribadire che in condizioni di alte concentrazioni di particolato un metro di distanza tra le persone è necessario ma potrebbe non bastare, sia in ambienti outdoor che indoor. Occorre ridurre le emissioni al minimo e le distanze tra le persone al massimo".

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I ricercatori raccomandano anche di “limitare i contatti al minimo in termini di frequenza e numerosità”, in linea con le misure messe in atto dal Governo.

Di parere opposto la Società italiana di aerosol, che - secondo quanto riporta Repubblica - rilascia una nota firmata da 70 scienziati di vari enti e istituzioni. "Ad ora non è stato dimostrato alcun effetto di maggiore suscettibilità al contagio al Covid-19 dovuto all'esposizione alle polveri atmosferiche" e "si ritiene che la proposta di misure restrittive di contenimento dell'inquinamento" sia, "allo stato attuale delle conoscenze, ingiustificata".