Virus, la 'regina' dei ristoranti cinesi: "Pochi clienti, tanti chiudono"

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Il suo è uno dei ristoranti cinesi più noti e più grandi a Roma, 'Hang Zhou', 150 coperti in piazza Vittorio, cuore del rione Esquilino, il quartiere multietnico della capitale. "Ma ora fatichiamo a occupare una cinquantina di posti, mentre prima dell'emergenza coronavirus era sempre pieno di italiani e nel weekend si faceva persino la fila fuori dal ristorante", riferisce all'AdnKronos la ristoratrice Zhou Fen-Xia, che preferisce farsi chiamare con il nome italiano di Sonia, come tutti qui la conoscono. 

"Calo della clientela? Potremmo dire che non c'è più gente e infatti a Roma tanti ristoranti cinesi hanno momentaneamente preferito chiudere, specialmente quelli organizzati con i gruppi turistici - lamenta Sonia - Noi ci salviamo perché qualche cliente affezionato è comunque venuto, magari per solidarietà: diciamo che una cinquantina di posti a sera riusciamo a fatica a occuparli, ma tutto il resto del ristorante, la gran parte, resta vuoto ed è davvero desolante. A pranzo, poi, c'è molta meno gente". 

Fra i clienti, alcune sere fa, anche Simone Di Stefano vicepresidente nazionale di CasaPound. "E' venuto venerdì sera, ma non si è seduto al tavolo, ha soltanto preso alcuni cibi 'take away' e poi, visto che proprio in quel momento stavo facendo delle foto con i clienti presenti, per pubblicarle, e ho chiesto di farla anche con lui, che mi ha abbracciato e io mi sono anche commossa: per me era un 'normale' cliente, non sapevo chi fosse", racconta Sonia. 

Ma "non si è qualificato come leader di CasaPound, me lo hanno fatto notare alcune amiche dopo e io ho deciso di togliere la foto, anche se vedo che sta girando su Facebook con tanti commenti, perché ci tengo al fatto che nel mio ristorante non facciamo politica: qui può venire chiunque, di destra o di sinistra, in serata aspettiamo l'orchestra di Piazza Vittorio, che viene proprio per darci solidarietà e fare festa. Spero davvero che il mio ristorante torni a riempirsi di clienti: questa è la sola cosa che conta", conclude la ristoratrice cinese del 'Hang Zhou'.