"Clinicamente il virus non esiste più": polemica per le parole del primario del San Raffaele

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(Photo by Massimo Di Nonno/Getty Images)
(Photo by Massimo Di Nonno/Getty Images)

Il coronavirus "clinicamente non esiste più" e "terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve prendere la responsabilità". A sostenerlo è Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano che, intervistato a "Mezz'ora in più", ha spiegato la perdita di virulenza del COVID-19.

Le parole del primario del San Raffaele sono state accolte con assoluto sconcerto da parte degli esperti, tra i quali anche il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del comitato tecnico scientifico (Cts) Franco Locatelli.

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Zangrillo: “Virus non esiste più, stanno terrorizzando il paese”

“Circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per fine mese o inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma” ha dichiarato Zangrillo.

Il direttore dell’intensiva del San Raffale di Milano si è detto sicuro della sua tesi in quanto “consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l'hanno fatta, non si può continuare a portare l'attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri.

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"Sono tre mesi che tutti ci sciorinano una serie di numeri che hanno evidenza zero, che hanno valore zero. C'è un solo numero che vale ed è l'evidenza: abbiamo sentito un mese fa un professore di Boston, che si chiama Vespignani, condizionare le scelte del governo dicendo che andavano costruiti 151mila posti di terapia intensiva" ha spiegato.

Poi l’attacco: "Non va bene, è una frenesia, perché terrorizzare il Paese è qualcosa di cui qualcuno si deve assumere le responsabilità perché i nostri Pronto Soccorso e i nostri reparti di terapia intensiva sono vuoti e perché la Mers e la Sars, le due precedenti epidemie, sono scomparse per sempre e quindi è auspicabile che capiti anche per la terza epidemia da coronavirus".

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Locatelli: “Sorpreso e sconcertato, virus c’è”

Netta la replica di Franco Locatelli: "Non posso che esprimere grande sorpresa e assoluto sconcerto per le dichiarazioni rese dal Professor Zangrillo. Basta guardare al numero di nuovi casi confermati ogni giorno per avere dimostrazione della persistente circolazione in Italia del virus".

“Aver incrementato di molto i posti di terapia intensiva è un merito enorme del sistema sanitario nazionale, poiché ha permesso di offrire una risposta clinica a tanti malati che altrimenti non avrebbero potuto essere adeguatamente curati. Inoltre, questi posti rimarranno disponibili per chi in futuro ne avrà bisogno anche per situazioni cliniche diverse da Covid-19” ha proseguito Locatelli.

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Il presidente del Consiglio Superiore della Sanità ha poi concluso: "Dovremmo tutti rallegrarci che le misure di lockdown abbiano prodotto gli effetti sperati contenendo la diffusione epidemica con risparmio di tante vite umane e questo risultato inconfutabile deve spingere a continuare sul percorso della responsabilità dei comportamenti individuali da non disincentivare attraverso dichiarazioni pericolose che dimenticano il dramma vissuto in questo Paese. Anche a occhi non esperti la gestione clinica dei malati è certamente oggi facilitata dal minor numero di casi rispetto a quelli osservati nei giorni di picco e da quanto si è imparato in questi mesi. Questi sono i fatti concreti, il resto opinioni personali".

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