Virus, quasi 500 morti in Cina

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E' salito a 24.324 il numero delle persone contagiate dal coronavirus in Cina, dopo la conferma di nuovi 3.887 casi. Lo rende noto la Commissione sanitaria nazionale cinese, riferendo di 65 ulteriori decessi a causa del virus nella sola provincia di Hubei. Nell'epicentro dell'epidemia i morti salgono così a 490. 

Intanto, una nave da crociera, che viaggiava con 1.800 passeggeri a bordo, è ferma al terminal di Kai Tak a Hong Kong dopo che le autorità cinesi hanno confermato che tre passeggeri sono risultati positivi al virus. La nave è arrivata a Hong Kong questa mattina dopo che le autorità di Taiwan avevano rifiutato il suo ingresso a Kaohsiung, come riporta l'emittente Rthk. Il responsabile del porto di Hong Kong, Leung Yiu-hong, ha detto che la situazione è sotto osservazione, mentre il dipartimento Sanitario ha condotto ''esami pertinenti'' e la sterilizzazione a bordo. Tre membri dell'equipaggio con febbre sono stati posti in isolamento in un ospedale di Hong Kong, mentre sono stati controllati altri 20 membri dell'equipaggio che riportavano sintomini. Un portavoce della nave ha detto alla Rthk che le tre persone contagiate hanno viaggiato insieme ad altri quattromila passeggeri dal 19 al 24 gennaio. 

Le autorità della Corea del sud hanno confermato due nuovi casi di coronavirus nel Paese. Uno di loro è un uomo di 38 anni che dal 18 al 24 gennaio si è recato a Singapore per una conferenza, come riporta il Korea Centers for Disease Control and Prevention. All'evento c'era un cittadino malese affetto dal virus. 

SCIOPERO MEDICI - Continua intanto, per il terzo giorno, lo sciopero dei medici di Hong Kong, che riguarda circa cinquemila persone. La protesta mira a fare pressioni sul governo perché chiuda tutti i suoi confini con la Cina per limitare la diffusione del coronavirus. A Hong Kong si sta assistendo a una rapida diffusione del virus, con 18 casi confermati finora. La chief executive di Hong Kong, Carrie Lam, ha finora chiuso alcuni punti di frontiera, ma ne ha lasciati aperti tre. 

AIUTI ALLE AZIENDE - Le autorità comunali di Pechino hanno assicurato un sostegno finanziario per le aziende che affrontano temporanee difficoltà legate all'epidemia. I responsabili locali hanno spiegato che iprestiti alle imprese toccate dall'emergenza non saranno sospesi o ritirati in anticipo: verrà inoltre aumentato il sostegno al credito per le aziende che operano nei settori della prevenzione e del controllo delle epidemie. Alcune banche di Pechino - è stato spiegato - hanno iniziato a offrire prestiti con tassi ridotti a queste società. Inoltre non saranno penalizzate le imprese che ritarderanno i versamenti per i contributi sociali.  

Le iniziative delle autorità della capitale seguono quelle attuate da diverse metropoli, come Shanghai, Qingdao e Suzhou, che hanno messo in atto politiche per tutelare le piccole imprese dalle conseguenze della crisi.