Virus, "prossima settimana decisiva"

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"Vista la lunga incubazione del nuovo coronavirus e tenuto conto delle misure draconiane messe in campo dalla Cina, la prossima settimana potrebbe rivelarsi decisiva per valutare l'evoluzione della malattia". A spiegarlo all'Adnkronos Salute è il direttore di Malattie infettive del Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, Roberto Cauda. "Non dobbiamo dimenticare che ci troviamo di fronte a una malattia che fino al 31 dicembre non era nota. Dunque è sempre difficile nell'immediatezza realizzare quanto sta avvenendo".  

"Le misure adottate dalle autorità della Cina, comunque, sono state adeguate: in pratica è stata 'sigillata' una regione, quella dell'Hubei, con la città epicentro dell'epidemia, Wuhan. Ora dobbiamo osservare ciò che avviene: al momento non ci sono ancora segnali chiari di un'inversione di tendenza, vista proprio la lunga incubazione del virus. Ma qualche segnale c'è - aggiunge Cauda -. Ecco perché penso che la prossima settimana potrebbe essere decisiva".  

Il virologo sottolinea "una buona notizia: la mortalità si è attestata attorno al 2%, non è aumentata con il moltiplicarsi delle diagnosi. E crescono i guariti. Insieme alle informazioni che ci arrivano sulle sperimentazioni di vecchi farmaci, questi - dice Cauda - sono dati di cui tenere conto. E sembra che la maggioranza dei pazienti sia guarita senza particolari terapie".  

"Navighiamo a vista, ma bisogna dire che le misure adottate dall'Italia sono state corrette e tempestive. Ora l'obiettivo è quello di evitare focolai fuori dalla Cina e ridurre il rischio di importare nuovi casi". Alla lunga il nuovo coronavirus sparirà? "Io credo che, come e' avvenuto per la Sars, arriveremo a contenere questa malattia. Ma potrebbe anche verificarsi il caso della Mers, caratterizzata da una diffusione meno aggressiva rispetto alla Sars ma ancora non scomparsa. Solo il tempo potrà dircelo".