Visco: "Dal 2021 un continuo incremento dell'inflazione"

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AGI - Proseguire con la politica di tassi di interesse intrapresa dall Bce negli ultimi mesi per far fonte alla corsa dell'inflazione innescata dal caro energia, evitando però i rischi di un possibile rallentamento dell'attività produttiva connessi a rialzi troppo rapidi.

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, in occasione della prima lezione del ciclo dedicato ad Ugo La Malfa dall'omonima Fondazione, traccia un punto della situazione sulla dinamica dell'inflazione in Italia e nell'eurozona e sulle misure messe in campo dalle banche centrali per difendere il potere di acquisto delle famiglie e la capacità di investire delle imprese.

Visco torna anche sugli "errori di previsione" sugli andamenti dei prezzi al consumo che sono stati a suo parere "maggiori" rispetto al passato. La Bce ha proceduto con due rialzi dei tassi consecutivi da 0,75%. "Ritengo che la strada intrapresa sia quella necessaria per mantenere ancorate le aspettative d'inflazione e contenere il rischio di una spirale prezzi-salari che amplificherebbe gli effetti negativi dell'inflazione sulle nostre economie", spiega Visco.

VISCO E GLI ERRORI SULLE PREVISIONI DELL'INFLAZIONE

Per Visco (Bankitalia) la strada sul rialzo dei tassi intrapresa dalla #BCE è quella necessaria, ma ammette che "lo straordinario incremento dell'#inflazione è stato in gran parte imprevisto" e ciò ha condotto a errori... pic.twitter.com/ibkS8HTPUp

— Class CNBC (@classcnbc) November 16, 2022

Il governatore analizza la situazione con cauto ottimismo: "Alcuni fattori ci confortano riguardo alla possibilità che la crescita dei prezzi si riporti sull'obiettivo del 2% entro la fine del 2024, così come attualmente previsto dagli esperti della Bce". Quanto ai prossimi rialzi a cui procederà Eurotower, Visco sottolinea che "la necessità di continuare l'azione restrittiva e' evidente" ma le ragioni per "attuare un approccio meno aggressivo stanno guadagnando terreno".

Il governatore sottolinea più volte che il compito delle banche centrali in questa fase, con l'economia globale alle prese con i contraccolpi dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, che segue due anni di pandemia di Covid, sia estremamente "complicato". Da un lato, ricorda, c'è l'impegno per "riportare al più presto l'inflazione sotto controllo", dall'altro si prefigura "il rischio che rialzi dei tassi troppo rapidi e pronunciati finiscano per amplificare il rallentamento dell'attività produttiva".

Non la prima volta che il contesto internazionale influenza la crescita dei prezzi. Visco ripercorre momenti cruciali per le politiche monetarie, dalla fine del sistema di Bretton Woods sulla convertibilità del dollaro allo shock petrolifero del 1973 accelerato dalla guerra dello Yom Kippur. E ricorda la lezione di Guido Carli con l'impegno per garantire la stabilità monetaria.

L'inflazione resta il nodo centrale da aggredire. "Dallo scorso anno la variazione dei prezzi e' tornata a registrare, a livello mondiale, un incremento pressoché continuo: dal 4,7% nella media del 2021, viene stimata dal Fmi prossima al 9% quest'anno", rileva Visco. Che annota come nell'area dell'euro, sulla base dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo, "dal 2,6% dello scorso anno ha quasi raggiunto l'11%, sfiorando il 13 in Italia, il livello piu' alto da circa quarant'anni".

Il governatore sottolinea che "quasi due terzi dell'aumento complessivo dei prezzi al consumo negli ultimi dodici mesi sarebbero stati causati dai rincari dell'energia, sia direttamente sia attraverso gli effetti sui costi di produzione". Quindi mette in guardia dai rischi di un possibile "spostamento permanente verso l'alto delle attese di inflazione degli operatori di mercato, delle imprese e delle famiglie".

Una dinamica, sottolinea, che lo porta a "riflettere sulle conseguenze possibili per l'adeguamento di retribuzioni e prezzi di produzione alla luce delle condizioni attuali dei mercati dei beni e del lavoro". La chiusura è ancora per le politiche monetarie: "Va trovato il giusto equilibrio tra il rischio che l'inflazione resti elevata troppo a lungo e quello che il peggioramento della situazione economica finisca per ricondurre la crescita dei prezzi nel medio periodo al di sotto dei valori coerenti con l'obiettivo".

E poi occorre consapevolezza "del pericolo che si verifichino fenomeni di frammentazione dei mercati finanziari tali da rendere piu' complesso il perseguimento della stabilita' dei prezzi".