Visco: Pil meglio del previsto ma il rimbalzo dei contagi minaccia la ripresa

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La crescita del Pil italiano "nel terzo trimestre è stata ben più marcata di quanto avevamo previsto in luglio", ma la ripresa dell'epidemia di coronavirus "minaccia di incidere sui risultati conseguiti". L'avvertimento è del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo cui "vi è il rischio che l'aumento dei casi di contagio – anche qualora venisse contrastato con misure meno drastiche di quelle adottate in primavera – si ripercuota negativamente sulla fiducia e sulla spesa delle famiglie e delle imprese".

 Intervenendo alla Giornata mondiale del risparmio, l'inquilino di via Nazionale ha anche esortato le banche a tenersi pronte a finanziare la ripresa." Nei prossimi mesi", ha sottolineato Visco, "sarà necessario che gli intermediari esercitino al meglio quella che è l'essenza dell'attività bancaria: sostenere i progetti imprenditoriali meritevoli, riconoscere senza indugio le perdite derivanti da esposizioni per cui si prevede un'elevata probabilità di insolvenza, ristrutturare i prestiti dei debitori in situazione di difficoltà".

Secondo Visco, "la ripresa dell'attività economica osservata nei mesi estivi, più intensa del previsto, evidenzia come l'economia italiana conservi significative capacità di recupero e testimonia l'efficacia delle politiche, monetarie e di bilancio, introdotte per tutelare le famiglie e le imprese e sostenere la domanda aggregata". Tuttavia, ha aggiunto, "le ripercussioni della crisi sanitaria sull'economia globale, sull'area dell'euro e sul nostro paese rischiano di protrarsi ancora a lungo, anche oltre la fine dell'emergenza. Vi contribuiranno gli stessi effetti che l'incertezza sulle prospettive dell'economia avrà sul risparmio e sulla domanda aggregata, le difficoltà che incontreremo a uscire dalla fase di inflazione troppo bassa, le necessità, che in ogni caso emergeranno, di un'ampia riallocazione di risorse tra settori e imprese, quelle connesse con la rivoluzione digitale, con le nuove modalità di lavoro e di produzione, con la transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio, con le sfide rivolte al sistema finanziario".

Per questo, ha incalzato il governatore, "non possiamo concentrare la nostra attenzione solo sulle risposte all'emergenza. L'Italia", ha affermato, "deve affrontare quei nodi strutturali che per quasi tre decenni ne hanno frenato la crescita e che la crisi ha reso più urgente sciogliere. Le aree in cui è necessario intervenire sono note, le abbiamo ricordate in diverse occasioni anche quest'anno. Esse riguardano la qualità e i tempi dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione; l'innovazione in tutti i settori, con adeguati investimenti, non solo pubblici, nelle infrastrutture di nuova generazione, nel capitale umano e in tecnologie più rispettose dell'ambiente; la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio naturale e storico-artistico. L'occasione fornita dalla disponibilità di risorse finanziarie comuni a livello europeo deve essere sfruttata con rapidità, potrà sostenere l'attività produttiva, i redditi e l'occupazione ben oltre gli interventi di ristoro, che pure la crisi rende necessari".