Visita psicologica obbligatoria per i docenti, la proposta arriva al MIUR

Il garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, ha inviato al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca una proposta che farà senz’altro discutere: rendere obbligatoria una visita psicologica per i docenti. Il testo preparato da Marziale richiama alla luce alcuni fatti di cronaca nei quali i minori sono maltrattati, a partire dagli asili fino ad arrivare alle scuole superiori.

Per rimanere alla regione di Marziale, l’8 marzo scorso due insegnanti di Oppido Mamertina sono state sospese dopo aver picchiato e minacciato gli alunni di una scuola elementare, a schiaffi e spintoni – scoperte da un video dei carabinieri dopo la segnalazione di alcuni genitori che hanno trovato lividi e ferite sui loro figli. Ma in ogni regione possiamo trovare, a ritroso nel tempo, un caso di malascuola. I casi di cronaca, seppur rari in rapporto alla quantità di insegnanti sul territorio, hanno fatto suonare diversi campanelli d’allarme – semplicemente perché eventi del genere non dovrebbero mai accadere.

Oltre quindi ai provvedimenti giudiziari e cautelari che arrivano comunque dopo i fatti di cronaca, c’è dunque questa proposta preventiva che sa un po’ di provocazione (sul piano economico soprattutto, sarebbe da verificare la sua fattibilità) ma che può generare dibattito. Ecco alcuni stralci della lettera:

“Si premette che quello dell’insegnante è un lavoro di relazione con il prossimo tra i più delicati in assoluto, in quanto diretto ad un’utenza particolare (bambini e adolescenti) con la quale si instaura un rapporto unico nel suo genere, perché “continuato” per più ore al giorno, tutti i giorni, per nove mesi consecutivi e per cicli di 3 o 5 anni. A tal proposito, recenti studi hanno confermato che la categoria degli insegnanti è sottoposta a numerosi stress, causati da una molteplicità di fattori quali: la peculiarità della professione, la società globalizzata, il continuo evolversi della percezione dei valori sociali, l’evoluzione delle tecniche di comunicazione, il susseguirsi continuo di riforme, ecc. È senza dubbio una professione caratterizzata da un’usura psicofisica importante che, proprio in ambito psichiatrico, vede le sue maggiori conseguenze, quasi a confermarne il carattere di “usura psicofisica”, di tipo “professionale”, le cui conseguenze non sono dovute al tipo di sistema scolastico adottato, quanto alla professione medesima che è di per sé oltremodo logorante”.

Dal punto di vista normativo le scuole potrebbero già attuare il “Piano di prevenzione dello Stress Lavoro correlato” (SLC), progetto di pochi anni fa. In questo contesto arriva la proposta del Marziale, che spiega che – una volta rintracciata una situazione di rischio – ci dovrebbe essere l’opportunità di prevenirlo, ridurlo o eliminarlo.

“Tra le misure di prevenzione da adottare, mi preme accennare che la figura dello psicologo è quella maggiormente accreditata per potersi occupare del rischio psicosociale, in quanto adeguatamente formato per fare un’idonea valutazione e un intervento appropriato in tale contesto. Lo psicologo che opera all’interno dell’organizzazione lavorativa della scuola possiede, dunque, le competenze per analizzare tutti gli aspetti dell’organizzazione, considerando l’individuo al centro di tale valutazione. L’importanza psicologica dell’insegnante per l’alunno è fondamentale, in quanto anche l’apprendimento dipende dall’insegnante e dal clima all’interno della classe. In conclusione, si chiede, pertanto, che venga attuato e reso obbligatorio un “Piano di prevenzione” attraverso la previsione obbligatoria di visite periodiche (almeno una volta l’anno e ogni qual volta se ne ravvisi la necessità) da parte di uno psicologo per i docenti”.

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