Visite fiscali, orari e frequenza dei controlli

(Adnkronos) - A quanto pare non bisogna preoccuparsi troppo del controllo del medico durante gli orari delle visite fiscali; dati alla mano, infatti, solamente nel 2,47% dei casi viene effettivamente richiesta la visita di controllo.

Money.it ha incrociato i dati sui certificati medici inviati nel primo trimestre del 2022 con quelli riferiti alle visite fiscali effettuate nello stesso periodo, e il risultato non lascia spazio a interpretazione: su un totale di 11.937.194 certificati inviati, e 6.093.252 persone coinvolte, le visite di controllo sono state solamente 295.555.

In particolare, le visite di controllo sono più nel settore pubblico, dove la probabilità che passi il medico è del 6,47%, rispetto all’1,26% nel settore privato. Quindi, poco più di 2 lavoratori ogni 100, tra quelli in malattia, sono stati oggetto di visita fiscale nei primi mesi dell’anno e di questi solamente il 10,71% è stato sanzionato perché irreperibile. Per l’1,85% dei casi, invece, a seguito del controllo è stato ridotto il periodo di malattia; perlopiù, quindi, le visite fiscali hanno portato a una conferma della prognosi, così come avvenuto nel 72,80% dei casi.

E pensare che solitamente le visite fiscali vengono disposte nei confronti di quegli eventi maggiormente passibili di riduzione della prognosi, almeno secondo quelli che sono i calcoli effettuati dal “cervellone” di cui dispone l’Inps.

La probabilità di ricevere la visita fiscale, quindi, è molto bassa; non per questo, però, bisogna non preoccuparsi e trasgredire le regole, visto che per chi non risulta reperibile negli orari delle visite fiscali sono previste delle sanzioni molto severe, che vanno dal mancato pagamento dell’indennità di malattia al licenziamento per giusta causa.