Vita online, crimine online. "Aumentano i cybercrimini che coinvolgono i minori"

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Le giuriste Giulia Perrone e Roberta Brega insieme all'Assessore alle Politiche Sociali e Lavoro del Comune di Fiumicino, Anna Maria Anselmi (Photo: ABCyber)
Le giuriste Giulia Perrone e Roberta Brega insieme all'Assessore alle Politiche Sociali e Lavoro del Comune di Fiumicino, Anna Maria Anselmi (Photo: ABCyber)

Vita online implica crimini online. Occorre un uso sempre più consapevole del web e degli strumenti digitali. Questa è la missione di ABCyber, progetto vincitore del bando VitaminaG nel programma GenerAzioniGiovani.it, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno del Dipartimento per la Gioventù. Destinato agli studenti di scuole secondarie di I e II grado del Comune di Fiumicino, è stato ideato dall’Associazione giovanile Cons. Crim. - Consulenze Criminologiche, di cui sono socie fondatrici le giuriste Giulia Perrone e Roberta Brega.

“Il web è un luogo dove i ragazzi riversano tutte le loro preoccupazioni e diventa un alleato per passare attraverso un’età spesso complicata, quella dell’adolescenza”, racconta a Huffpost Giulia Perrone. “Ci siamo anche accorte però che aumentano i crimini online che coinvolgono i minori, tanto come vittime quanto come autori”. Lo scopo del loro lavoro, dice Roberta Brega, ”è capire quali sono le motivazioni che stanno dietro ai comportamenti pericolosi dei ragazzi, a partire dal fatto che ne ignorano i rischi”.

A spingerle, continua Brega, è stata proprio “la mancanza di occasioni di formazione per i ragazzi sulle ripercussioni dei loro comportamenti online nel mondo offline, nella vita reale”. Cons. Crim infatti è nata così, come associazione per promuovere attività di formazione, prevenzione e intervento sulla delinquenza e devianza giovanile, online e offline. “A maggio 2020 noi eravamo anche già partite, insieme a UniD Professional, con il Master in Cybercriminologia, il primo in Italia, aperto a laureati, insegnanti, forze dell’ordine”. Il taglio del master, così come quello di ABCyber, è psicologico e criminologico, “le possibilità di formarsi diffuse oggi riguardano invece più la dimensione tecnica della cybersecurity, ma è diverso, noi vogliamo capire il perché i crimini online vengono commessi”.

Per farlo, racconta Perrone, le due giovani esperte hanno deciso di rivolgersi alle scuole, non ai docenti o ai genitori ma in modo diretto agli alunni. “Non possiamo parlare ai ragazzi in modo indiretto, una frase che a noi piace molto è non parliamo di loro ma parliamo con loro, l’obiettivo è passargli la palla”, dice Perrone presentando la parte di gioco interattivo, usato come metodo di apprendimento. Attraverso la guida del narratore Cybero, che dispensa consigli e lancia provocazioni, lo studente compie una serie di scelte in forma anonima che lo catapultano in contesti riconducibili a scenari cyber, per esempio casi di bullismo online o l’adescamento da parte di uno sconosciuto. I ragazzi potranno poi conoscere la normativa in materia di crimini online e analizzare insieme i processi psicologici e le sensazioni che hanno provato. Infine si mostrano agli studenti le conseguenze reali che i loro comportamenti possono generare.

I reati in cui sono più coinvolti i minori, dicono le giuriste, per esempio sono il revenge porn, la diffusione di materiale pornografico senza il consenso del soggetto ripreso o fotografato, e l’uso malevolo della tecnologia deepfake, con cui si sovrappongono fotografie o video già esistenti. “Prendere una foto di nudo e incollarci un altro viso è già un reato”, spiega Brega, “tanto quanto inoltrare il materiale pornografico che si riceve anche se non si è autori di quel prodotto”.

Come assicura Perrone, il progetto ”è cucito su misura per i ragazzi, per porre l’attenzione sulla motivazione che li spinge a volte a nascondersi nell’ambiente digitale e ad assumere comportamenti online che nella vita reale non ripeterebbero”. Per entrare in empatia con loro e capire le dinamiche che agiscono nell’interazione con e sul web, il progetto accompagna le classi durante tutto l’anno scolastico. “ABCyber non si limita a uno o due incontri in occasione di giornate di ricorrenza ma li segue per un tempo lungo, per ora sono coinvolte poche classi per dare a ognuno il giusto risalto”. Il percorso infatti dura 12 mesi attraverso lezioni teoriche, attività partecipative e collaborative, in cui Perrone e Brega saranno sempre presenti.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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