Viti nel cibo dei bimbi a scuola: panico tra le famiglie

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viti pasti bambini
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Panico in un istituto scolastico nel Lazio. In una mensa a Monterotondo sono state infatti ritrovate delle viti all’interno dei pasti dei bambini. L’origine degli oggetti metallici nel cibo è ancora sconosciuta. Non si tratterebbe, tuttavia, di un caso isolato. È stata presentata una denuncia presso i Carabinieri per individuare il responsabile del grave fatto.

Viti nei pasti dei bambini: cosa è accaduto

Le viti sono state ritrovate nei pasti serviti ai bambini di una scuola elementare situata in via Nenni a Monterotondo, a nord di Roma, e facente parte dell’Istituto Comprensivo Bruno Buozzi. Due sarebbero gli episodi: uno risalente al 22 aprile, l’altro al 26 aprile. Se inizialmente si era creduto che potesse trattarsi di una grave svista, adesso la vicenda ha assunto contorni ancora più inquietanti. Le famiglie, intanto, puntano il dito sulla cooperativa che gestisce il servizio mensa.

Viti nei pasti dei bambini: la nota del Comune

“Già venerdì 23 la società concessionaria del servizio, alla quale erano stati richiesti urgenti chiarimenti a riguardo, ha comunicato al Comune: di aver immediatamente attivato procedure interne finalizzate ad accertare i dati di rintracciabilità degli ingredienti utilizzati e comunque, in attesa delle risposte da parte delle industrie alimentari, di essersi precauzionalmente rivolta ad altri fornitori; di aver eseguito una analisi tecnica al fine di verificare se i corpi estranei (viti) potessero derivare da apparecchiature utilizzate per la preparazione dei piatti. La verifica ha accertato e verificato che le viti non provengono da attrezzature o arredi del centro cottura: le apparecchiature utilizzate per la preparazione dei pasti sono infatti un mixer industriale risultato perfettamente integro e un bollitore ad alta capacità composto da un’unica lastra di acciaio senza giunzioni”. Lo si legge in una nota diffusa dal Comune di Monterotondo.

Viti nei pasti dei bambini: il commento del sindaco

“Il fatto che quest’oggi (lunedì 26 aprile ndr) si sia verificato un altro e identico episodio, nonostante l’attivazione di tutte le procedure di sicurezza e i controlli effettuati, induce a non escludere nessuna ipotesi – afferma il sindaco Riccardo Varone – Per individuare autori e responsabilità e per cautelare tutti, Comune, Istituti scolastici, società concessionaria e soprattutto famiglie e bambini, l’assessore alla Scuola Matteo Garofoli ha inoltrato una formale denuncia presso la locale stazione dei Carabinieri. Inviteremo inoltre i componenti della Commissione Mensa ad ispezionare i locali del centro cottura e a verificare tutta la filiera di produzione, trasporto e somministrazione dei pasti, che, si ricorda, nel plesso in questione come del resto in altri, avviene con porzioni sigillate singolarmente in osservanza delle ancora più stringenti misure igienico-sanitarie legate alla pandemia, ispezione che avverrà nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid”.

Confermo il massimo impegno, mio, dell’intera Amministrazione comunale, degli Uffici, degli Istituti comprensivi e della società concessionaria del servizio a far luce su questi episodi inaccettabili – ha aggiunto l’assessore alle Politiche educative Matteo Garofoli– nella piena convinzione che l’obiettivo comune sia quello di tutelare la sicurezza e la salute dei bambini. Condivido l’apprensione delle famiglie in un anno già di per sé particolarmente difficile per il mondo della scuola e comprendo le motivazioni che hanno portato ad aprire alla possibilità, per quelle che ne faranno richiesta, di usufruire del pasto domestico, come da comunicazione che i dirigenti scolastici degli Istituti comprensivi interessati dal servizio di refezione scolastica stanno formalizzando in queste ore alla società concessionaria”.