Vito (Fi): audizione Conte? Copasir non fa inchieste politiche

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Roma, 22 ott. (askanews) - Il Copasir "non ha tra i suoi compiti quello di condurre inchieste, ma ha funzioni di controllo", che deve esercitare "al di sopra delle polemiche" e sottraendosi "alla dialettica politica". Così Elio Vito, già ministro per i Rapporti con il Parlamento del governo Berlusconi e presidente della Commissione Difesa della Camera, oggi componente del Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, in un'intervista a Formiche.net, in merito all'audizione sul Russiagate di domani del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

"È nostro compito - sottolinea il parlamentare azzurro - animare il Copasir di uno spirito bipartisan, di porlo al di sopra delle polemiche e di sottrarlo alla dialettica politica. Quest'ultima è giusta e necessaria, ma andrebbe sviluppata nelle aule del Parlamento. Il Comitato, invece, è un'altra cosa, è unico nel suo genere e sicuramente non ha tra i suoi compiti quello di condurre inchieste, ma ha funzioni di controllo parlamentare. E questo punto, che la legge evidenzia in modo chiaro e inequivocabile, sembra sfuggire leggendo i giornali e le dichiarazioni di questi giorni. Sono certo che dall'audizione del presidente del Consiglio emergerà un quadro molto più chiaro".

Da un punto di vista più generale, "mi permetto di dire che il rapporto con gli Usa è saldo e deve continuare a esserlo. Si tratta non solo di una necessità politica, ma anche di sicurezza nazionale. La nostra sicurezza è legata alla nostra adesione al Patto atlantico e a valori occidentali, espressione di un chiaro sistema internazionale".

Quanto alla richiesta di Washington di non utilizzare il 5G della Cina, Vito risponde: "Ho salutato con favore il provvedimento del governo che istituisce il perimetro per la sicurezza cibernetica. Credo che l'azione dell'esecutivo con quel decreto, che ora è in fase di conversione in Parlamento, ci abbia dato alcuni strumenti per affrontare alcune sfide decisive per la sicurezza e la difesa dei nostri 'confini' digitali a beneficio delle nostre imprese, della Pubblica Amministrazione e dei cittadini-utenti. Non possiamo sottovalutare i pericoli che in misura sempre maggiore provengono da attacchi, truffe e sottrazione di know-how condotti in Rete. In questo senso, mettere in sicurezza il 5G, che moltiplicherà opportunità ma anche minacce, è fondamentale. Noi non abbiamo ancora compiuto delle scelte, che una volta fatte sarebbero irreversibili. Ci siamo dati gli strumenti per compierle. Ora è importante che questo processo, una volta conclusa l'indagine conoscitiva sulla cyber security del Copasir e convertito il Decreto cyber, avvenga con un coordinamento dell'Ue e in partnership con la richiamata alleanza di difesa e sicurezza alla quale apparteniamo".