De Vito: "Io innocente, per questo non mi sono dimesso"

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"Mi considero innocente ed è il presupposto del fatto per cui non mi sono dimesso dalla presidenza del Consiglio comunale". Lo ha detto Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, ospite a 'Quarta Repubblica' su Rete 4. Arrestato per corruzione, è stato rilasciato dopo 8 mesi di carcerazione preventiva ed è tornato al suo stesso posto in Campidoglio. "Non l’ho fatto a cuor leggero", ha sottolineato.  

"Non so se sono un simbolo. Sono un esponente del Movimento 5 Stelle e sono fiero di esserlo: l'ho votato anche dal carcere il 26 maggio scorso". E ancora: "Da quando sono uscito ho visto esponenti dell'esecutivo, parlamentari e consiglieri regionali che mi stanno dicendo di andare avanti".  

"Se ho incontrato la Raggi? Si, ci siamo parlati per 30 minuti, è stato un ottimo colloquio - ha detto De Vito -, ma quello che ci siamo detti resta in quella stanza". 

Inoltre, "dal carcere ho visto Di Maio parlare mentre altri detenuti con un gesto molto umano mi portavano un piatto di pasta. Il gesto di dire che sarei stato cacciato, con tutto rispetto per il capo politico, è stato un po' improvvido, infatti non ha avuto seguito. Io non sono mai stato espulso dal Movimento 5 Stelle, ne faccio parte assolutamente. O Di Maio ha detto che faceva una cosa che poi non ha fatto, oppure quello che ha detto non ha avuto seguito tra i probiviri, il che equivarrebbe a una sfiducia" ha detto ancora De Vito, commentando l'annuncio della sua espulsione dal MoVimento fatto da Luigi Di Maio a marzo scorso, subito dopo l'arresto.  

"Il Movimento 5 Stelle non è mai finito. Si dice sempre così, lo si diceva anche dopo il 21% alle europee. Sono entrato tardi in politica nel 2012, quando avevo 37 anni, e l'ho fatto convintamente".