Vittadini: politica riparta da collaborazione per bene comune

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Rimini, 18 ago. (askanews) - Con la crisi che sta attraversando il governo e la politica, l'Italia sembra un "paese uscito dalla guerra". Ora non c'è più spazio per le divisioni, bisogna tornare ai tempi della Prima Repubblica, dove anche partiti opposti come Dc e Pci "collaboravano per il bene comune". Il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini, è categorico e rivolgendosi alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, nella giornata inaugurale del Meeting di Rimini indica le urgenze a cui la politica e le istituzioni non possono rinunciare: la famiglia, l'educazione, il welfare.

"Non è un gran momento quello in cui si svolge questo Meeting - ha detto Vittadini -. Abbiamo raccontato negli anni scorsi la ricchezza dell'Italia" come per "i 150 anni di sussidiarietà e i 70 della Repubblica". Quella era la rappresentazione di un'Italia come "una grande foresta, ricchissima di grandi piante, arbusti e sottobosco, variegata". Ma ora "ci sta capitando quello che sta capitando al mondo: con il riscaldamento globale ci stiamo desertificando, questa ricchezza umana sta venendo meno. Questo momento storico è l'inaridimento dell'io. Noi per tutto il mondo eravamo un popolo pieno di ricchezza, vivacità, gusto della vita, eppure stiamo diventando livorosi, pieni di rancore, rabbia, disagio. Avevamo legami sociali personali e familiari e ci stiamo isolando". In fin dei conti, ragiona uno dei fondatori della kermesse di Comunione e liberazione "siamo sempre andati insieme: anche ai tempi della Prima Repubblica, con Dc e Pci" contrapposti "le figure storiche erano don Camillo e Peppone, si potevano avere idee diverse ma si andava avanti insieme. Adesso invece l'altro, il diverso, è diventato il male assoluto, bisogna far fuori, non solo in politica ma anche nella vita". (segue)