Vittorio Feltri: il tweet dove “fatica a definire eroe” Cerciello Rega

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Continuano le polemiche sulla morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso nella notte del 26 luglio scorso. Ad alimentare le tensioni è questa volta un tweet del giornalista Vittorio Feltri pubblicato dopo la conferenza stampa tenuta dal generale dei Carabinieri Francesco Gargaro e dal procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino. Nella conferenza è stato infatti rivelato come Cerciello Rega non avesse con se la pistola d’ordinanza al momento dell’aggressione.

Il tweet di Vittorio Feltri su Cerciello Rega

Nel suo tweet, Vittorio Feltri mette in dubbio le reali capacità del carabiniere Cerciello Rega, proprio alla luce dell’aver dimenticato la pistola in caserma. Il direttore editoriale di Libero – non nuovo a questo tipo di controversie – scrive infatti: “Un vicebrigadiere che dimentica la pistola in caserma e si fa accoltellare da un ragazzotto mezzo scemo fatico a definirlo eroe”.

Non pago, poco più di un’ora dopo Feltri rincara la dose sminuendo anche l’operato del collega di Cerciello Rega, il carabiniere Andrea Varriale: “E se il compagno del vicebrigadiere non si accorge che il collega viene aggredito forse è un po’ stranito, almeno lui poteva sparare”.

Le parole nella conferenza stampa

Un’eventuale replica alle parole del giornalista è stata data però proprio pochi istanti prima del tweet, durante la conferenza stampa del 30 luglio in merito alla morte di Cerciello Rega. Parlando ai cronisti presenti, il generale Gargaro ha infatti dichiarato: “Non c’è stata possibilità di usare le armi. Primo perché è disciplinato e comunque perché sono stati sopraffatti nell’immediatezza. Né il carabiniere Varriale poteva sparare a un soggetto in fuga, altrimenti sarebbe stato lui indagato. I colpi in aria a scopo intimidatorio non sono previsti dal nostro ordinamento”.