Vittorio Gassman: la biografia, la morte e i figli dell’attore

Vittorio Gassman morte

Il 1 settembre del 1922 a Genova nasce uno dei più grandi attori di teatro italiani: Vittorio Gassman. Conosciuto e apprezzato dal pubblico per le sue interpretazioni cinematografiche, recitò al fianco di molti grandi del cinema come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni.

Vittorio Gassman: la biografia

Cresce in una famiglia benestante, infatti il padre tedesco, Heinrich Gassman, era ingegnere e sposò un’italiana originaria di Pisa e di religione ebraica. Per un breve periodo, quando aveva 5 anni, visse a Palmi, un paesino in Calabria dove il padre era impegnato nella costruzione di un nuovo quartiere. Rimase così legato alla cittadina calabrese che la citò nel film Il mattatore. Da giovane, si trasferì a Roma per terminare gli studi liceali e si iscrisse all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica, nella quale al tempo studiavano anche Paolo Stoppa, Rina Morelli, Adolfo Celi, Luigi Squarzina e, successivamente, Nino Manfredi, Paolo Panelli e Monica Vitti. In quegli anni, inoltre, si distinse anche come giocatore di pallacanestro, grazie al suo fisico atletico, ed entrò a far parte della nazionale universitaria.

Solo nel dopoguerra cominciò la sua vera e propria carriera. Assieme ad Ernesto Calindri e Tino Carraro, debutta a Roma con alcuni classici della commedia borghese, riscuotendo un enorme successo. In seguito, si unì alla compagnia di Luchino Visconti, interpretando ruoli classici delle opere di Shakespeare, che consolidarono la sua fama a livello nazionale. Per tutti gli anni ’50, la carriera di Gassman subì un’ascesa senza pari e insieme a Luigi Quarzina, fondò il Teatro d’Arte Italiano, inscenando degli spettacoli innovativi e moderni. Il 1956 fu un anno chiave della sua carriera, in quanto portò in scena l’Otello. Divenuto ormai un personaggio di spicco, venne chiamato a condurre Il Mattatore nel 1959 sull’unico canale televisivo RAI e l’apprezzamento del pubblico crebbe a dismisura, tant’è che il suo soprannome divento proprio ‘Il Mattatore’.

Gli ultimi anni e la morte

Gli anni Sessanta segnarono molto la sua carriera cinematografica. Nel 1958, infatti, Monicelli l’aveva voluto nel suo I soliti ignoti, nonostante i produttori pensassero che Gassman avesse un faccia antipatica al pubblico. Nel 1959, poi, lo vediamo in La grande guerra con Alberto Sordi. Il film vinse il Leone d’Oro e questo consacrò Gassman come interprete cinematografico di primo piano. Questi due successi diedero il via, negli anni Sessanta, a una serie di film molto apprezzati presso il pubblico e famosi anche all’estero, tra cui Il sorpasso (1962) e L’armata Brancaleone (1966).

Negli anni Settanta, Gassman è ormai una delle figure principali della scena cinematografica italiana, anche se non trascura il teatro. Anche questo decennio della sua vita fu costellato da successi, come C’eravamo tanto amati di Scola con Nino Manfredi e Stefania Sandrelli e Profumo di donna con Agostina Belli, che le valse un premio a Cannes. Negli anni Ottanta, si dedica meno alla cinematografia e più al teatro e alla scrittura. Il 29 giugno del 2000 morì a 78 anni nella sua casa romana, a causa di un attacco cardiaco nel sonno. Fu cremato e le sue ceneri riposano nella tomba della famiglia della moglie nel cimitero del Verano.

I figli di Vittorio Gassman

Vittorio Gassman si è sempre dimostrato un padre affettuoso soprattutto affiancando spesso i suoi due figli figli, Alessandro e Jacopo, che intrapresero rispettivamente la carriera di attore e regista, e oggi sono due figure importanti del cinema e della commedia italiana.

Vittorio ebbe anche due figlie femmine. Paola Gassman ha seguito le orme del padre ed è diventata un’attrice mentre la sorella Vittoria Gassman lavora sempre in ambito cinematografico. Sono dei veri e propri figli d’arte ai quali il padre ha saputo trasmettere una grande passione per il meraviglioso mondo del cinema.