Viva per miracolo, la vicepresidente argentina vittima di un attentato

È salva per miracolo la vicepresidente argentina Cristina Kirchner.

Giovedì sera un uomo tra la folla radunata sotto la casa della Kirchner le ha puntato contro una pistola premendo il grilletto, ma l'arma si è inceppata.

Immediata la reazione della sicurezza che ha arrestato l'attentatore, Fernando André Sabag Montiel, 35 anni brasiliano residente in Argentina con pecedenti penali.

Il presidente della Repubblica Alberto Fernàndez ha spiegato che l'arma era stata caricata con 5 proiettili e per motivi ancora da appurare non ha sparato.

Centinaia di attivisti si radunano da giorni sotto l'abitazione della vicepresidente per mostrare il proprio sostegno dopo che lo scorso 22 agosto il pm ha chiesto, al termine della requisitoria, 12 anni di reclusione e l'interdizione a vita dai pubblici uffici in uno dei processi, che vedono la Kirchner coinvolta.

I guai giudiziari di Cristina

In questo caso Cristina Kirchner, 69 anni, è a giudizio per (presunta) assegnazione fraudolenta di appalti pubblici nella sua roccaforte politica nella provincia di Santa Cruz, in Patagonia, all'epoca della sua presidenza (2007-2015).

Vicepresidente e presidente del Senato, gode attualmente di un'immunità che solo la Suprema Corte potrebbe revocare nel caso di condanna.

Adesso la parola passa alla difesa, l'arringa difensiva potrebbe durare anche settimane, stando a fonti interne al tribunale, e la sentenza potrebbe arrivare alla fine del 2022. Il processo è iniziato nel 2019, ma è stato sospeso a causa della pandemia di Covid-19.

Il pm Diego Luciani "ha denunciato un autentico sistema di corruzione istituzionale", mentre il collega Sergio Mola ha parlato di " irregolarità sistematiche in 51 gare in 12 anni”.