Voce demoniaca in una stanza buia: le torture dei genitori sul figlioletto

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bambino prigioniero
bambino prigioniero

Un bimbo di soli 11 anni è stato per diverso tempo segregato in casa dai suoi stessi genitori e dalla zia. Questi, per torturare il piccolo, avrebbero utilizzato “la voce del diavolo“. Per la macabra vessazione sarebbe stata usata una registrazione artefatta con il cellulare e trasmessa nella stanza oscura in cui il piccolo era tenuto prigioniero. L’episodio è accaduto ad Arzachena (Sassari). L’abitazione in cui avvenivano le torture ai danni del bimbo è stata ribattezzata “la villetta degli orrori”. I tre sono stati arrestati e condannati a otto anni di carcere per sequestro di persona e maltrattamenti. Gli inquirenti hanno scoperto i tormenti indicibili che il piccolo sarebbe stato costretto a patire.

Bimbo segregato in casa da genitori e zia

Un bimbo di 11 anni di Arzachena è stato segregato in casa dai genitori e dalla zia. Il piccolo sarebbe stato confinato in una stanzetta buia, in cui era costretto ad ascoltare la registrazione artefatta (registrata con telefonino) di una voce demoniaca. Il tutto sarebbe stato perpetrato dagli adulti per puro divertimento. Il giudice del tribunale di Tempio, Marco Contu, ha firmato le motivazioni della sentenza di condanna nei confronti dei tre. Secondo Contu i genitori e la zia del piccolo sarebbero “persone prive del benché minimo senso morale e di umanità, spietate e senza scrupoli, le quali non hanno esitato ad abusare, letteralmente torturandolo, di un soggetto di minore età assolutamente indifeso e alla loro mercé”.

Il motivo di simili torture

Le motivazioni della sentenza hanno chiarito anche le cause per cui il bimbo era costretto a rimanere segregato in casa, in un contesto da film horror. In poche parole, i famigliari avrebbero avuto l’esigenza di divertirsi fuori di casa, lasciando così il piccolo all’interno di una stanza buia, con porte e finestre sbarrate, senza neanche un letto. L’11enne poteva cibarsi soltanto di due pagnotte rafferme e a bere acqua da una bottiglia. Era, inoltre, costretto a espletare le sue esigenze fisiologiche in un secchio.