Voci di sfiducia per Johnson, Downing Street replica: 'Non ha perso il suo smalto'

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Momento difficile per il premier Boris Johnson, accusato dalla stampa conservatrice di avere perso il suo "smalto", dopo gli ultimi scivoloni in pubblico che hanno dato l'idea di un premier in difficoltà. La disaffezione sembra però non limitarsi ai media, ma di avere ormai contagiato anche alcuni settori del Partito conservatore. Alcuni deputati tories avrebbero presentato una lettera di sfiducia al Comitato 1922, l'organismo interno del partito attraverso il quale si avvia la procedura di sfiducia al leader. In base alle regole del partito, sono necessari i voti di sfiducia del 15 per cento dei deputati per dare il via a una nuova contesa per la leadership.

Parlando col Telegraph, uno dei capigruppo del partito ha confermato che "si suppone che qualcuno abbia presentato la lettera (di sfiducia). Non si arriverà mai alle 50 lettere necessarie, ma provoca rabbia". Un altro parlamentare Tory ha anch'egli confermato che un numero imprecisato di lettere di sfiducia nei confronti di Johnson sarebbero state presentate dai "soliti sospetti". Si tratta dell'inizio della fine per Johnson? Se il premier continuerà a fare errori e ad inciampare, la risposta del deputato, "ci saranno più lettere" di sfiducia.

Downing Street si è affrettata a smentire le indiscrezioni di stampa riguardo al malessere che coverebbe tra i Tories, sostenendo che il premier è "molto concentrato" sulla sua azione politica. L'ultimo episodio che ha fatto vacillare la fiducia nel premier, a coronamento di settimane difficili su vari dossier politici, dalla politica fiscale, al Protocollo nordirlandese post Brexit, all'immigrazione illegale, quello del 'discorso su Peppa Pig'. E' stato quando Johnson, durante un intervento alla Confindustria britannica, ha perso il filo del discorso e si è messo ad improvvisare, citando il celebre maialino animato.

Il premier ha tenuto "centinaia di discorsi", ha replicato un suo portavoce. "Non credo sia insolito che in rare occasioni si perda il filo del discorso", ha aggiunto. Ma Johnson ha ancora il 'grip', la 'presa' sul governo, il polso della situazione, è stata la domanda successiva. "Certamente", la replica di Downing Street.

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