Voghera: “Quando era a terra Adriatici ha preso la pistola e ha sparato a Youns”

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Voghera, il testimone della sparatoria: "L'assessore Adriatici ha esploso il colpo di pistola da ter
Voghera, il testimone della sparatoria: "L'assessore Adriatici ha esploso il colpo di pistola da ter

Si è concluso l’incidente probatorio richiesto dalla Procura di Pavia con il fine di assimilare quanto prima le immagini della videocamera di sorveglianza che ha ripreso l’omicidio in piazza Meardi a Voghera di Youns El Boussettaoui, morto a causa dell’ex assessore alla Sicurezza del Comune, Massimo Adriatici.

Omicidio Voghera, parla il testimone che ha assistito allo sparo

Uno dei testimoni ascoltati, Azzeddine Kouchaoui, marocchino come la vittima, ha raccontato che il colpo non sarebbe partito accidentalmente durante il litigio tra Adriatici e Kouchaoui, mentre i due erano ancora in piedi. In realtà era stato lo stesso Adriatici, a seguito della sparatoria a spiegare che lo sparo era esploso dalla sua Beretta calibro 22 quando era stato colpito e si trovava, dunque, a terra, dopo l’aggressione di Youns. Certamente così facendo l’ex assessore aveva ammesso di tenere la pistola senza sicura e con il colpo in canna.

Omicidio Voghera, il testimone conferma che lo sparo di Adriatici è partito da terra

Kouchaoui ha raccontato anche di essere stato al bar con Youns e di aver assistito di persona alla scena del suo omicidio. Infattai, la ricostruzione ell’accaduto è stata ribadita davanti al gip, Maria Cristina Lapi. Sembrerebbe che Kouchaoui sia stato anche in grado di miminare il gesto dell’ex assessore, con l’intenzione di descrivere nei minimi dettagli la dinamica dell’omicidio a cui ha assistito.

Successivamente alle sue dichiarazioni, i legali dei famigliari di Youns, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, hanno chiesto l’aggravamento delle accuse per il leghista:

“Chiederemo la modifica del capo d’imputazione da eccesso colposo di legittima difesa a omicidio volontario”.

Omicidio Voghera: “Il colpo è partito da terra, è stata legittima difesa”

Dall’altro canto, i difensori di Adriatici, gli avvocati Colette Cazzaniga e Gabriele Pipicelli hanno replicato dicendo:

“Il colpo è partito da terra mentre era in corso un’aggressione ai danni di Adriatici, in quel momento, Adriatici era un uomo che si stava difendendo”.

Nel frattempo, Adriatici è riusciuto ad ottenere dei permessi per svolgere la sua attività di avvocato anche nelle udienze. Tuttavia, proprio venerdì scorso gli è stata negata la richiesta di revoca dei domiciliari.

Comunque, l’incidente probatorio riprenderà il prossimo 6 dicembre quando un’altra testimone sarà interrogata in videoconferenza dalla Romania: si tratta di una donna presente quella sera in piazza Meardi.

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