Voli di Stato per i comizi, Salvini indagato dalla Corte dei Conti

Salvini voli di Stato

La Corte dei Conti del Lazio ha aperto un fascicolo esplorativo per indagare sugli spostamenti di Matteo Salvini a bordo degli aerei della polizia, dopo la pubblicazione dell’inchiesta di Repubblica. A destare sospetti sono, in particolare, i voli che il ministro avrebbe effettuato a bordo del Piaggio P-180, la cosiddetta “Ferrari dei cieli”, ma anche altri aerei ed elicotteri delle forze dell’ordine. Il timore, ha spiegato Andrea Lupi, a capo della procura contabile del Lazio, è che il “capitano volante” abbia usufruito delle risorse pubbliche non solo per partecipare a eventi ufficiali, in quanto membro del governo, ma anche per i comizi elettorali, in qualità di leader della Lega.

“Non faccio il ministro in ufficio”

Sarebbero oltre venti i voli sospetti, secondo la Repubblica, tra i quali compare anche un caso di trasporto a bordo di mezzi dei Vigili del Fuoco. Aerei che gli hanno permesso di raggiungere alcuni dei 211 comizi a cui ha partecipato nel solo 2019, stabilendo una ecord. Il tour elettorale si è aperto il 4 gennaio, quando da Milano Salvini è volato a Pescara in occasione della campagna elettorale per le regionali d’Abruzzo. Ma senza mai dimenticare di abbinare agli incontri di partito anche un impegno istituzionale. Nel caso di Pescara, un vertice lampo sulla sicurezza.

“Se risolvo un problema e lo faccio da Marte o dal Viminale, cosa cambia?”, è la replica di Salvini. “Se volete posso restare 16 ore in ufficio a guardare Sky. Io incontro sindaci, imprenditori, agricoltori, non voglio fare il ministro sigillato in ufficio. Ora vado al Viminale e mi faccio una foto, così a Repubblica sono contenti e io posso continuare a fare il mio lavoro”.

Il costo del capitano volante

Ma le trasferte del capitano hanno un costo, sottolinea il quotidiano. È difficile stabilire con esattezza quanto le sue trasferte, fino ad ora, siano costate alle tasche dei contribuenti. Ciò che è certo è che il P-180 viene solitamente noleggiato dai privati a un costo pari a 4-5 mila euro l’ora. Il fatto che, nel caso di veivoli dello Stato, il prezzo si dimezzi, non toglie che il vicepremier abbia speso, nella sola giornata di venerdì 10 maggio, circa 10 mila euro.

Nel 2015, sulla base di un rapporto del M5S simile a quello di Repubblica, la Corte dei Conti aveva aperto un fascicolo anche contro Matteo Renzi, per l’utilizzo di un volo di Stato per raggiungere Courmayeur con la famiglia in occasione di una vacanza. Le accuse furono in seguito archiviate.