Volkswagen multata in Germania per il Dieselgate per 1 miliardo di euro

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Volkswagen Wolfsburg

Il colosso tedesco ha 6 settimane per saldare il debito con la giustizia

Multa da un miliardo di euro al Gruppo Volkswagen da parte delle autorità tedesche per aver venduto, tra il 2007 e il 2015, 10,7 milioni di automobili dotate di "funzioni software non ammesse": parliamo dei “defeat device” protagonisti del Dieselgate. A ordinare il decreto è stata la procura di Braunschweig, nella Bassa Sassonia: nessuna contestazione del gigante tedesco, che si è detto responsabile dello scandalo emissioni. La motivazione della sanzione è la “violazione nell'obbligo di supervisione” dei veicoli diesel. Pagando l’ammenda, Volkswagen chiude il procedimento giudiziario aperto negli scorsi anni in Germania, come spiega la nota del Gruppo: "Secondo i risultati dell’indagine condotta dal pubblico ministero, le funzioni di monitoraggio sono state violate nel reparto di sviluppo del gruppo nell’ambito dei test sui veicoli”. E, “a seguito di un esame approfondito, Volkswagen ha accettato la sanzione e non presenterà ricorso. Così facendo, ammette la propria responsabilità per la crisi del diesel e ritiene che ciò rappresenti un ulteriore importante passo verso il superamento di quest'ultimo”.

In dettaglio

Il software in questione non controllava, come avrebbe dovuto, la soglia limite di emissione dei gas nocivi. La sanzione è così composta: 5 milioni di euro, a cui si aggiungono i 995 milioni che VW deve dare a titolo di risarcimento per i vantaggi che ha tratto dall'utilizzo di un dispositivo software fraudolento. Wolfsburg dovrà trasferire il miliardo entro 6 settimane al Land della Bassa Sassonia, il secondo maggiore azionista di Volkswagen. Che “sta lavorando con impegno per chiudere i conti con il passato”, ha detto il nuovo amministratore delegato Herbert Diess in una dichiarazione separata: “Sono necessari ulteriori passi per ripristinare gradualmente la fiducia nell’azienda e nell'industria automobilistica”.

Proprio in Germania

Da metà 2007 al 2015 sono state venduti 10,7 milioni di veicoli con il motore diesel dei tipi EA 288 (Gen 3) negli Usa e in Canada, e del tipo EA 189 nel resto del mondo, con una funzione software non ammessa. Impossibile dire se la multa da un miliardo di euro sia equa rispetto al tipo di scandalo, scoppiato negli USA nel settembre 2015 e poi divenuto globale, coinvolgendo (seppure talvolta in maniera differente) numerosi Gruppi automobilistici, e facendo perfino parlare di futura morte del motore a gasolio. Con la parte della politica che ha avviato una crociata anti-diesel, demonizzando quel tipo di propulsore. Sta di fatto che la Germania ha appioppato una multa a un colosso industriale tedesco, nonostante in passato ci fossero dubbi sull’operato di Berlino nei confronti del gigante di Wolfsburg.

Tutto in divenire

Di Dieselgate però si sentirà ancora parlare, eccome. Solo per dare l’idea, l’ex numero uno del Gruppo VW, Martin Winterkorn, rischia attualmente 25 anni di carcere e una sanzione che potrebbe prosciugargli il patrimonio, stando almeno a quanto riferisce la stampa tedesca.

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