Volkswagen Phaeton: una storia lunga 20 anni

(Adnkronos) - Volkswagen Phaeton era una lussuosa ammiraglia che si rivolgeva ad appassionati e intenditori.

Lanciata sul mercato 20 anni fa, la Volkswagen Phaeton era sinonimo di massima qualità costruttiva, sicurezza e tecnologia. Una berlina che ha rappresentato per il marchio automobilistico tedesco l’ingresso nel segmento delle auto di lusso, un modello che ha aperto la strada ad altri prodotti di alta gamma dalla Touareg alla Arteon.

Nel 2016 è stata ritirata dal mercato, anno in cui il Consiglio di Amministrazione del Marchio decise di abbandonare il progetto di una nuova e lussuosa quattro porte, nome in codice Phaeton D2, in favore dello sviluppo di nuovi modelli con alimentazione elettrica.

In quegli anni, si pensa ad una erede della lussuosa ammiraglia, viene così progettata la D2, non senza aver prima intrapreso un lungo processo di selezione che ha coinvolto quattro differenti concept.

Il progetto fu realizzato da Marco Pavone con l’aiuto di Tomasz Bachorski, il prototipo si basava sulla piattaforma modulare longitudinale MLB, tuttavia poiché tutte le energie erano concentrate verso la mobilità elettrica.

Il prototipo definitivo non fu approvato, nonostante già 20 anni fa la Phaeton D2 era stata dotata di sistemi di assistenza alla guida innovativi, si decise di non procedere con la produzione.

Tomasz Bachorski, responsabile degli interni del modello di allora, dichiara: "Il fatto che la Phaeton D2 fosse in anticipo sui tempi può essere visto oggi in caratteristiche come il display curvo, lanciato poi sul mercato nel 2018 con l'Innovision Cockpit della Touareg".

Lunga 5.06 metri, larga 1.9 metri e alta 1.45 metri, rispetto alla precedente generazione la D2 aveva un tetto più spiovente e forme più arrotondate. Gli interni rappresentano il meglio della produzione Volkswagen, le sospensioni pneumatiche di serie con smorzamento adattivo aumentano sensibilmente il comfort, a richiesta era disponibile anche una versione a passo allungato di 120 millimetri.

Cofano motore, portiere e baule posteriore erano in alluminio, la casa tedesca per la versione di serie, dichiarava una rigidità torsionale elevatissima.

Un nome che non solo era un chiaro riferimento alla mitologia greca ma che rappresentava anche il collegamento con i classici modelli Skoda.

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