La contesa delle pettorine. Volontari della Protezione civile contro assistenti civici

Il ministro Francesco Boccia ANSA / INSTAGRAM (Photo: ANSA)

Reclutati in maniera estemporanea” e “senza adeguata preparazione”. Il piano del Governo per reclutare gli assistenti civici non è piaciuto neanche in Protezione civile, che, a meno di ripensamenti, dovrebbe redigere il bando per selezionare i 60.000 delle polemiche.

Anzi, i volontari della Protezione Civile hanno proprio bocciato l’operazione, indice puntato soprattutto contro “la comunicazione istituzionale del ministro Francesco Boccia e del presidente dell’Anci, Antonio Decaro (i due padri dell’iniziativa, ndr) che hanno fatto passare concetti sbagliati. Non si possono fare le cose in questo modo, all’acqua di rose, così si svilisce il volontariato. Assistere a certe scene, leggere certe dichiarazioni ci ha sconvolto”.

Patrizio Losi lo dice senza mezzi termini. Se consenti a una persona di essere chiamato volontariosolo perché ha risposto a un bando come si era pensato di fare con gli assistenti civici, allora non hai capito niente di cos’è il volontariato, una scelta di vita basata su ideali e strutturata attraverso mesi e mesi di formazione, scandisce il presidente del Comitato nazionale Volontariato della Protezione civile.

Per la prima volta nella sua storia l’ex Consulta - che rappresenta oltre 500.000 associazioni - ha ritenuto opportuno pubblicare una nota stampa, diramata ieri a tarda sera, per esprimere il proprio dissenso. Soprattutto sul fatto che nella comunicazione istituzionale gli assistenti civici siano stati equiparati ai volontari della Protezione civile. “Vedere il ministro Boccia che mostra la pettorina della Protezione civile in tv ci ha sconvolto. Quel simbolo per i volontari della Protezione civile è un punto di arrivo - prosegue il presidente del Comitato nazionale - quel triangolo con gli angoli smussati unisce l’alpino con la sua penna alla Croce Rossa con la sua croce. Un volontario può pregiarsi di indossare la pettorina con quel simbolo dopo aver seguito un percorso di formazione adeguata, non si può pensare di diventare volontari da un giorno all’altro e un ministro non dovrebbe far passare un concetto del genere”.

E poi ci sono state le parole di Decaro, “che ancora di più - e qui Losi ripete le parole scritte nella nota stampa - assimilando gli assistenti civici ai volontari e alle volontarie di Protezione civile che si sono dedicati al servizio degli altri, ingenerano una pericolosa confusione e ne offendono l’impegno”. Le attività di supporto sul territorio, è il ragionamento, sembrano facili, ma non lo sono, “c’è bisogno di una preparazione adeguata la cui necessità in quel bando non veniva proprio presa in considerazione”.

Stamattina, il Comitato nazionale ha chiesto e ottenuto un incontro con il capo dipartimento della Protezione civile “che - precisa Losi - ci ha assicurato che la rotta cambierà, che è in corso un ripensamento sulla struttura organizzativa di questa iniziativa. Sappiamo che sui territori c’è bisogno di aiuto, che i sindaci hanno necessità di supporto, ma non si può puntare su persone non formate in maniera adeguata”.

Mentre “i volontari e le volontarie della Protezione civile che operano ogni giorni al fianco delle Istituzioni mettono al servizio del sistema oltre che il proprio tempo un impegno costante nella formazione e nelladdestramento, nellelaborazione di metodologie operative sempre più efficaci, nello studio e nella pianificazione. Principi - conclude Losi - che erano stati ovviamente messi in discussione da un provvedimento attraverso il quale si riteneva di affidare compiti delicatissimi a sessantamila cittadini reclutati in maniera estemporanea e privi dell’adeguata preparazione per sostenere i sindaci”.

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