Von der Leyen: "È il momento del coraggio, vinceremo noi"

FREDERICK FLORIN / AFP

AGI - È il momento della risolutezza, non dell'appeasement. Per questo le sanzioni contro la Russia, le più dure della storia, resteranno in vigore. E allo stesso tempo e modo andrà avanti il sostegno economico, finanziario e militare all'Ucraina. Nome e volto del coraggio dei giorni nostri.

E grazie al coraggio e alla solidarietà, l'Europa vincerà e Putin fallirà. Sono i punti di certezza posti dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell'Unione al Parlamento europeo. In abito color Ucraina si è presentata all'Aula di Strasburgo accompagnata dalla first lady di Kiev, Olena Zelenska.

"Avete infuso coraggio a un'intera Nazione e siamo stati testimoni, in questi ultimi giorni, dei risultati ottenuti grazie al coraggio degli ucraini. Avete dato una voce al vostro popolo sulla scena mondiale e avete acceso la speranza in tutti noi. Oggi vogliamo ringraziare te e tutti gli ucraini e le ucraine", le ha detto von der Leyen in un tributo applaudito dall'Eurocamera. Che su questo punto, uno dei pochi, non trova divergenze.

La leader Ue annuncia altri aiuti: cento milioni subito per ricostruire la scuole, apertura al Mercato unico, roaming gratuito. E annuncia la sua partenza a Kiev per illustrare il tutto al presidente Volodymyr Zelensky. Sarà lì domani, per la terza volta dall'inizio dell'invasione.

Ma non si tratta solo di Ucraina. Nel suo discorso von der Leyen parla dell'Europa contro la Russia. L'Europa contro la crisi economica. L'Europa contro la Cina che detiene il controllo delle terre rare. L'Europa contro le ingerenze straniere, contro la corruzione insidiosa, contro i rischi alla democrazia.

Un'Europa che ha fatto riemergere la sua forza interiore. "Una forza ci servirà tutta. I mesi che ci aspettano non saranno facili, né per le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, né per le imprese chiamate a fare scelte difficili sul loro futuro. Sarò molto franca: la posta in gioco è alta, non solo per l'Ucraina, ma per tutta l'Europa e per il mondo intero. Saremo messi alla prova. A farlo saranno coloro che vogliono approfittare della minima divisione tra di noi. Questa non è solo una guerra mossa dalla Russia contro l'Ucraina. È una guerra contro la nostra energia, la nostra economia, i nostri valori e il nostro futuro. È uno scontro tra l'autocrazia e la democrazia", ha ammesso von der Leyen parlando in un'Aula che raramente si presenta gremita, nemmeno questa volta.

Per vincere bisogna superare l'inverno gelido e buio che si prospetta. "Lo stoccaggio di gas è all'84% ma purtroppo non sarà sufficiente". Alla manipolazione russa del mercato si è sommato l'accanimento del cambiamento climatico. "Le ondate di caldo fanno crescere la domanda di energia elettrica, mentre la siccità costringe a chiudere le centrali idroelettriche e nucleari". Risultato: i prezzi del gas sono decuplicati. Bisogna quindi tagliare la domanda. Come già fa qualcuno. Von der Leyen ha eletto a esempio europeo i lavoratori del distretto della ceramica del centro Italia. Hanno spostato i turni alla mattina presto per consumare meno energia.

"Provate a mettervi nei panni di questi genitori, costretti ad uscire di casa di prima mattina, quando i figli ancora dormono, per colpa di una guerra che non hanno scelto", è l'invito di von der Leyen che invita tutta l'Ue a prendere esempio da loro. Propone quindi il massimale all'extra-profitto e il contributo di solidarietà dalle aziende Oil&gas per mettere da parte 140 miliardi di euro che gli Stati potranno usare per mitigare gli effetti drammatici. Vanno avanti i contatti con i fornitori, quelli affidabili, Norvegia in primis, per cercare di tenere sotto controllo i prezzi. Così come valuterà l'istituzione di un parametro per il gas diverso dal Ttf di Amsterdam (ormai drogato dalle manovre di Mosca) e, entro la fine dell'anno, una proposta di riforma del mercato elettrico che verterà sul disaccoppiamento dal gas dall'elettricità. Il price cap al gas è messo però da parte.

Questo è il presente, l'emergenza. Il futuro è altro, è lungimiranza e visione. E' non ripetere gli errori del passato. Von der Leyen allora ha promesso: una Banca europea per l'idrogeno che potrà investire 3 miliardi di euro (per arrivare a 10 milioni di tonnellate all'anno entro 2030); il prossimo anno sarà raddoppiata la capacità anti-incendio (con l'acquisto di dieci aerei e tre elicotteri); a ottobre arriverà la riforma della governance economica, con gli Stati che devono avere più flessibilità sul debito (sul Next Generation Eu bisogna però attenersi al piano previsto); un pacchetto di aiuti alle Pmi; la modifica della direttiva sui ritardi nei pagamenti; arriveranno quindi una normativa europea per le terre rare e un Fondo europeo per la sovranità. Entro il 2030 la domanda di terre rare sarà quintuplicata entro il 2030 e già oggi quasi il 90 % delle terre rare e il 60% del litio sono trasformati in Cina (non a caso l'Europa premerà per gli accordi commerciali con Cile, Messico e Nuova Zelanda).

Ma non si vive solo di economia. Von der Leyen ha annunciato proposte per la difesa della democrazia, contro le ingerenze straniere e per rafforzare la lotta alla corruzione. "Se tuteliamo la nostra economia, non dovremmo fare altrettanto con i nostri valori? Dobbiamo proteggerci meglio dalle ingerenze malevole. È per questo che presenteremo un pacchetto per la difesa della democrazia, per individuare influenze straniere occulte e finanziamenti sospetti. Non permetteremo a nessuno Stato autocratico di ingannarci per attaccare le nostre democrazie dall'interno", ha annunciato la leader Ue.

Ospiti di questa edizione (l'anno scorso fu la campionessa italiana Bebe Vio), oltre alla signora Zelenska, Magdalena e Agnieszka: due giovani polacche che con il loro impegno hanno permesso di accogliere tremila profughi ucraini. "La loro storia è emblematica di tutto ciò che la nostra Unione rappresenta e intende realizzare. È una storia di cuore, volontà e solidarietà. Hanno mostrato a tutti quello che l'Europa può realizzare quando unisce le forze in nome di una missione comune. Questo è lo spirito dell'Europa. Un'Unione che è forte solo se unita. Un'Unione che supera le avversità insieme".