Von der Leyen fa autocritica: "Siamo stati troppo ottimisti sulla produzione dei vaccini"

Brahim Maarad
·2 minuto per la lettura

AGI - Sui vaccini "la scienza è stata più veloce dell'industria" e questo ha portato ai "problemi di produzione delle dosi" in Europa. E' l'ammissione della presidente del Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento all'Europarlamento sulla strategia vaccinale. "Siamo stati troppo ottimisti sulla produzione di massa. E forse siamo stati troppo certi che ciò che avevamo ordinato sarebbe stato effettivamente consegnato in tempo", ha detto senza giri di parole.

"Eravamo, giustamente, tutti molto concentrati sullo sviluppo del vaccino. Ma nel complesso abbiamo sottovalutato la difficoltà della produzione di massa. Normalmente ci vogliono dai cinque ai dieci anni per produrre un nuovo vaccino. Lo abbiamo fatto in dieci mesi. È un grande risultato scientifico, dovremmo esserne orgogliosi", ha spiegato la leader Ue. "Ma in un certo senso, la scienza ha superato l'industria. La produzione di nuovi vaccini è un processo molto complesso. Semplicemente non è possibile creare un sito di produzione dall'oggi al domani. Inoltre, questi vaccini hanno fino a 400 componenti e la produzione coinvolge fino a 100 aziende", ha evidenziato.

"Questo è il motivo per cui abbiamo creato una task force per aumentare la produzione industriale di vaccini, sotto l'autorità di Thierry Breton, il nostro Commissario responsabile per il mercato interno. L'obiettivo è individuare i problemi e aiutare a risolverli. L'industria deve stare al passo con la scienza", ha annunciato von der Leyen. 

"L'industria deve corrispondere al ritmo rivoluzionario della scienza. Comprendiamo perfettamente che sorgeranno difficoltà nella produzione di massa di vaccini. Ma l'Europa ha investito in anticipo miliardi di euro di capacità. E abbiamo esortato gli Stati membri a pianificare la somministrazione del vaccino. Quindi tutti abbiamo bisogno di prevedibilità", ha aggiunto. 

Tuttavia l'ottimismo resta. Insieme agli obiettivi ambiziosi. "In Polonia, all'inizio di febbraio il 94% del personale medico e l'80% dei residenti di case di riposo erano stati vaccinati. In Danimarca è addirittura del 93% nelle case per anziani. E in Italia ad oggi abbiamo più del 4% della popolazione vaccinato. Questi tre esempi mostrano che la campagna di vaccinazione ha acquisito velocità in molti luoghi in Europa", ha affermato von der Leyen. "Da dicembre in Europa sono state distribuite in totale 26 milioni di dosi. Sono state vaccinate più di 17 milioni di persone. E lavoreremo il più duramente possibile per raggiungere il nostro obiettivo di vaccinare il 70% della popolazione adulta in Europa entro la fine dell'estate", ha assicurato la presidente della Commissione. (AGI)