Von der Leyen, la "vita segreta" della presidente della Commissione europea

Ursula von der Leyen (Photo by Yui Mok/PA Images via Getty Images)

Alla fine degli anni Settanta, una giovanissima Ursula von der Leyen, si trasferiva dalla provincia profonda della Bassa Sassonia nella caotica Londra, colpita dalla “febbre del punk”, per frequentare l’Università di Gottinga. “Passavo più tempo nei bar di Soho e nei negozi di dischi di Camden Town che nella biblioteca della London School of Economics a leggere”, ha confessato la Presidente della Commissione europea, raccontando ad alcuni studenti il suo passato “ribelle”.

Durante l’incontro con i ragazzi del prestigioso ateneo londinese, la von der Leyen ha svelato molti segreti della sua vita da studentessa, tra concerti punk e metal e notti brave. Alla Lse e nella scena heavy metal la conoscevano come Rose Ladson, ma il suo vero nome era Ursula, Ursula Albrecht.

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In quegli anni mi sono innamorata di Londra, dell’intera Gran Bretagna e della loro società accogliente, aperta, vibrante, colorata e multiculturale. Per me, che venivo da una Germania monotona e incolore, fu affascinante”.

La ventenne tedesca affittò un appartamento a Earl’s Court, dividendolo con lo zio materno, Erich Stromeyer. Al piano sotto abitavano la proprietaria, Jadwiga Rostowska e suo figlio Jacek Rostowski, futuro ministro delle Finanze polacco. Ed è stato proprio lui a raccontare che “Ursula si divertiva, faceva spesso tardi e molte volte dimenticava la chiave attaccata alla porta”.

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Versione confermata dalla stessa von der Leyen al Die Zeit: “Più che studiare ho vissuto”. Un collega dell’epoca ha poi ricordato al Times che Ursula “non mancava mai un concerto, la sua band preferita erano i Buzzcocks, era piuttosto scatenata”.

E ancora:Londra era per me l’epitome della modernità: libertà, gioia di vivere, provare di tutto. Mi ha dato una libertà interna che conservo ancora oggi. E anche un’altra lezione: che culture diverse possono vivere molto bene le une con le altre”.

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