Von der Leyen a paesi Balcani: fate parte della famiglia; ma leader Ue non così sicuri

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Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parla al Parlamento europeo di Strasburgo

BRDO, Slovenia (Reuters) - La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha cercato di rassicurare i sei Paesi dei Balcani che aspirano ad aderire al blocco, dicendo che sono parte della famiglia e che un giorno si uniranno all'Ue.

Le parole della numero uno della Commissione arrivano dopo i commenti più freddi giusti dagli stati europei, che temono contraccolpi in patria dovuto alle migrazioni.

Dopo settimane di discussioni, i leader Ue concorderanno una dichiarazione al termine del summit di oggi che ribadisce la promessa fatta 18 anni fa di una futura adesione per Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Kosovo e Albania, se soddisferanno determinati criteri.

Von der Leyen cercato di dissipare l'impressione di molti nei Balcani che quelle della Ue restino dichiarazioni vuote, viste le varie controversie, sia a Bruxelles sia nella regione, che stanno bloccando il "processo di allargamento".

"Il messaggio è che i Balcani occidentali appartengono all'Unione europea. Li vogliamo nell'Unione europea. Siamo un'unica famiglia europea", ha detto ai giornalisti von der Leyen al suo arrivo per il vertice con i leader balcanici in Slovenia.

"Condividiamo la stessa storia. Condividiamo gli stessi valori e sono profondamente convinta che condividiamo anche lo stesso destino", ha detto, appena tornata da una serie di visite nella regione la scorsa settimana.

La Ue è di gran lunga il più grande investitore straniero e partner commerciale dei sei Paesi che sono emersi dalla disgregazione della ex Jugoslavia e dai conflitti etnici degli anni '90.

Tuttavia il tentativo della Slovenia - presidente di turno della Ue - di includere un impegno per l'accoglimento dei sei stati balcanici entro il 2030, non ha avuto successo e il blocco non è riuscito nemmeno a mantenere promesse più pratiche, come l'esenzione dal visto di viaggio per il Kosovo.

(Tradotto da Alice Schillaci in redazione a Danzica, in redazione a Milano Giulio Piovaccari, alice.schillaci@thomsonreuters.com, +48587696614)

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