Von der Leyen: pronti a messa in mora Ungheria per legge omofoba

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Bruxelles, 1 lug. (askanews) - La Commissione europea procederà a inviare una lettera di messa in mora all'Ungheria, primo passo della procedura Ue d'infrazione, per la nuova legge approvata recentemente dal Parlamento di Budapest che vieta qualsiasi riferimento all'omosessualità o ad altre identità Lgbti nei contenuti dei media destinati ai minori di 18 anni.

Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, oggi a Lubiana, durante la conferenza stampa congiunta con il primo ministro sloveno Janez Jansa, teletrasmessa a Bruxelles, per l'inaugurazione della nuova presidenza semestrale.

"Il diritto dei genitori di educare i loro figli", che secondo il premier ungherese Viktor Orban sarebbe il vero e unico oggetto della legge sotto accusa, "non è stato messo in causa, è indiscutibile ed è una base condivisa", ha detto von der Leyen.

"La questione - ha puntualizzato - era se gli emendamenti che sono stati introdotti riguardo a leggi esistenti discriminino le minoranze. E qui noi siamo molto chiari: la protezione delle minoranze - ha sottolineato la presidente della Commissione - è uno dei principi fondanti dell'Unione europea, sancito dall'articolo 2 del Trattato di Lisbona".

"E' questo - ha sottolineato von der Leyen - che è messo in discussione nella legge approvata dall'Ungheria. Perciò la Commissione, come guardiana dei trattati, invierà - ha annunciato - una lettera di messa in mora" alle autorità di Budapest "in cui chiederà spiegazioni sulla protezione e la discriminazione delle minoranze".

Proprio oggi la Commissione ha confermato di aver ricevuto la risposta del governo ungherese alla lettera formale che aveva inviato il 23 giugno, contenente delle richieste di spiegazioni e dei rilievi precisi sulle possibili violazioni del diritto comunitario da parte della nuova legge. La risposta era stata richiesta da Bruxelles entro il 30 giugno, e l'Esecutivo Ue la sta ora "studiando attentamente", ha riferito un portavoce.

"Lo abbiamo detto e lo ripetiamo ancora: la Commissione userà tutti i suoi poteri per assicurare che i diritti di tutti i cittadini dell'Ue siano garantiti. Non esiteremo ad agire come guardiani dei Trattati", ha concluso il portavoce.

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