Von der Leyen: tutte le cifre del 1° e 2° trimestre sui vaccini

Red
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Image from askanews web site
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Bruxelles, 17 mar. (askanews) - La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha fornito finalmente oggi, durante una videoconferenza stampa da Bruxelles, tutte le cifre sulle forniture di vaccini anti-Covid agli Stati membri da parte delle aziende farmaceutiche produttrici, e ha poi annunciato che è in corso una riflessione sul dispositivo di controllo delle esportazioni, per decidere se si debbano aggiungere altre misure per garantire 'reciprocità' e 'proporzionalità' nei rapporti con gli altri paesi produttori di vaccini (e in particolare con il Regno Unito), e assicurare che l'Europa abbia 'la sua giusta parte'.

Semplicemente rivelando le cifre esatte, previste e consegnate, delle forniture per i due trimestri e per ciascuna azienda farmaceutica (cifre che finora erano state finora coperte dalle clausole di confidenzialità dei contratti), la presidente della Commissione ha sottolineato l'enorme divario di affidabilità fra AstraZeneca e le altre aziende farmaceutiche con cui l'Ue ha firmato i contratti congiunti di fornitura anticipata, che verranno probabilmente premiate - ha lasciato intendere von der Leyen - con ulteriori contratti e finanziamenti futuri.

'Siamo a due settimane dalla fine del primo trimestre, e da quando è cominciata la campagna di vaccinazione nell'Unione europea. E' stato - ha ricordato von der Leyen - un inizio difficile: c'è voluto tempo per aumentare la produzione di questi nuovi vaccini, con queste nuove tecnologie, per avere processi stabili e la qualità al livello richiesto. Insomma è stata dura, ma la buona notizia è che abbiamo fatto progressi; e adesso, se guardiamo a ciò che è stato consegnato vediamo - ha riferito la presidente della Commissione - che BioNTech-Pfizer e Moderna stanno rispettando i loro contratti per il primo trimestre: BioNTech-Pfizer avrà consegnato 66 milioni di dosi, come previsto dal contratto, e Moderna 10 milioni di dosi, anche qui come previsto, per il primo trimestre'.

'Ma sappiamo - ha continuato von der Leyen - che AstraZeneca invece sfortunatamente è indietro con la produzione e con le consegne. Ovviamente, questo riduce dolorosamente la velocità della campagna di vaccinazione. Le cifre mostrano che nel primo trimestre AstraZeneca avrebbe dovuto consegnare 90 milioni di dosi, ma ha annunciato prima una riduzione a 40 milioni, e ora consegnerà solo 30 milioni di dosi nel primo trimestre'.

Comunque, 'se AstraZeneca fornirà le dosi che ha promesso adesso, entro la fine di questo trimestre avremmo consegnato 100 milioni di dosi, a fine di marzo, alla popolazione europea'.

Ora, ha sottolineato la presidente della Commissione, 'dobbiamo focalizzarci sul secondo trimestre. Sappiamo che possiamo raggiungere il nostro obiettivo di vaccinare pienamente il 70% della popolazione europea entro la fine dell'estate. E sappiamo che le consegne aumenteranno durante il secondo trimestre: abbiamo il nuovo vaccino Johnson & Johnson che comincerà ad arrivare ad aprile, e nel secondo trimestre dovremmo avere 55 milioni di dosi di questo vaccino, che, ricordo, è monodose'.

Inoltre, 'sappiamo che possiamo avere fiducia nelle dosi contrattate con BioNTech-Pfizer per 200 milioni, e che lo stesso vale per Moderna, con altri 35 milioni'.

'Quanto ad AstraZeneca, purtroppo ha comunicato che consegnerà solo circa 70 milioni di dosi, rispetto ai 180 milioni che si era impegnata a fornire per contratto', ha rilevato von der Leyen, senza aggiungere altro su questa ennesima pessima prova da parte dell'azienda anglo-svedese.

Von der Leyen, comunque, si è espressa chiaramente a favore di AstraZeneca sull'altra questione calda che oggi la riguarda, l'indagine in corso sui casi di eventi tromboembolici in soggetti che hanno ricevuto il vaccino della società anglo-svedese: 'Io mi fido di AstraZeneca, mi fido del loro vaccino; l'Agenzia europea per i medicinali farà un'altra dichiarazione domani, e sono convinta che permetterà di chiarire la situazione'.

Intanto, ha proseguito la presidente della Commissione, 'la situazione epidemiologica, sta peggiorando: vediamo le varianti, in particolare la B.1.1.7 (la variante inglese), vediamo la cresta di una terza ondata formarsi negli Stati membri, e sappiamo che abbiamo bisogno di accelerare il tasso di vaccinazione'.

Per questo è importante esaminare anche la situazione delle esportazioni dei vaccini: 'Da quando abbiamo introdotto - ha ricordato von der Leyen - il dispositivo di controllo delle esportazioni, il primo febbraio, sei settimane fa, abbiamo un quadro chiaro della situazione: finora abbiamo ricevuto centinaia di richieste di esportazione, più di 300, e in tutto 314 sono state accordate e solo una è stata rifiutata'.

Espressa altrimenti, questa cifra significa che 'nelle ultime sei settimane, 41 milioni di dosi sono state esportate in 33 paesi. Questo mostra - ha osservato la presidente della Commissione - che l'Europa sta cercando di far funzionare il sistema di cooperazione internazionale, o attraverso la partecipazione al programma Covax (l'iniziativa internazionale per assicurare la consegna gratuita dei vaccini ai paesi a medio-basso reddito, ndr), di cui siamo fondatori e i più importanti finanziatori, oppure attraverso l'esportazione nei paesi terzi. Ma le strade aperte - ha puntualizzato von der Leyen - corrono in entrambe le direzioni, e dobbiamo assicurare che ci sia reciprocità e proporzionalità'.

Innanzitutto, 'voglio essere chiara sulla reciprocità: se la situazione non cambia dovremo riflettere - ha avvertito la presidente della Commissione - su come fare in modo che l'esportazione verso paesi produttori di vaccini sia dipendente dalla loro grado di apertura. Noi - ha spiegato - stiamo esportando molto verso paesi che producono essi stessi i vaccini, e pensiamo che questo sia un invito ad essere aperti. E quindi vogliamo vedere che ai vaccini esportati verso questi paesi corrisponda un ritorno di vaccini verso l'Unione Europea'. Quanto al secondo punto, 'rifletteremo se sia proporzionato esportare verso paesi che hanno tassi di vaccinazione più alti del nostro'.

'Il sistema di controllo delle esportazioni è in applicazione da sei settimane, e ora abbiamo trasparenza, sappiamo che cosa succede. Prima eravamo ciechi, non ne avevamo idea', ha aggiunto von der Leyen più tardi, entrando più nei dettagli in risposta alle domande dei giornalisti.

'Per noi ciò che è importante è che l'Europa esca rafforzata e rapidamente dalla crisi, anche per aiutare gli altri. In effetti, abbiamo difficoltà a spiegare ai nostri cittadini in Europa che alcune industrie farmaceutiche forniscono vaccini a tutto il mondo, ma a noi forniscono invece solo un terzo, per fare un esempio, di quello che avevamo previsto (il riferimento, implicito ma chiarissimo, è proprio ad AstraZeneca, ndr). Abbiamo finora spedito vaccini in più di 30 paesi del mondo, però dai paesi che producono vaccini non è arrivato nulla in Europa'.

'Dobbiamo innanzitutto - ha proseguito von der Leyen - essere trasparenti e continuare il dialogo su questo argomento: per me è chiaro che in questa crisi non si tratta di mettere al centro solo gli interessi degli europei, ma io sono presidente della Commissione europea e sono questi interessi che devo proteggere. Vogliamo una situazione equilibrata che sia basata sulla reciprocità, e con i paesi che producono vaccini vogliamo instaurare un dialogo in modo che ci sia un flusso regolare in tutte e due le direzioni'.

'Con gli Stati Uniti - ha riconosciuto la presidente della Commissione - c'è reciprocità: non ci sono esportazioni americane di vaccini verso l'Ue e viceversa. C'è però un continuo e intenso movimento nelle due direzioni di componenti, pre-prodotti e materie prime dei vaccini'.

Con il Regno Unito, invece, la situazione è diversa: 'Abbiamo verificato - ha riferito von der Leyen - che nelle ultime sei settimane l'Ue ha esportato 10 milioni di dosi verso il Regno Unito, che è in effetti la prima destinazione delle esportazioni europee. E là in effetti si produce il vaccino AstraZeneca, e ci sono anzi due fabbriche britanniche che l'azienda ha messo nel contratto per destinarne la produzione alle potenziali consegne all'Ue. E invece stiamo ancora aspettando le dosi dal Regno Unito. Questo è un invito a mostrarci che ci sono vaccini che arrivano nell'Unione europea anche dal Regno Unito, in modo che ci sia reciprocità'.

Infine, la presidente della Commissione ha menzionato la possibilità di premiare le aziende farmaceutiche affidabili: 'Vediamo che ci sono imprese come BioNTech che hanno stabilizzato il loro processo produttivo, forniscono le dosi previste, sono affidabili. Dobbiamo investire in modo mirato in queste imprese affidabili sul lungo termine, stabilire con loro dei partenariati. Saremmo disposti a fare una prenotazione anticipata di milioni di dosi anche per il futuro, perché queste imprese possano basarsi su una certa sicurezza e possano fare investimenti per aumentare le loro capacità'.

'In altre parole - ha riassunto von der Leyen - vogliamo forniture affidabili dei vaccini, aumenti delle consegne come previsto nei contratti, vogliamo vedere reciprocità e proporzionalità nelle esportazioni; e siamo pronti a usare qualunque strumento di cui abbiamo bisogno per arrivare a tutto questo. Si tratta di essere sicuri che l'Europa abbia la sua giusta parte'.

'E investiremo ancora di più nella capacità europea, anche al di là di questa fase acuta: stiamo lavorando con una serie di imprese di cui ci fidiamo per garantire forniture a lungo termine. Sono questi i messaggi - ha concluso la presidente della Commissione - che porterò ai leader dell'Ue al prossimo Consiglio europeo'.