Von der Leyen: Un “gateway globale per la sovranità tecnologica” europea

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Nel suo Discorso sullo stato dell'Unione 2021 la Presidente von der Leyen affronta le questioni cruciali che hanno attraversato quest'ultimo anno: “Siamo appena usciti da una crisi terribile. I debiti sono alti o crescono, vediamo impatti diversi sui singoli Paesi e settori. Siamo in una positiva trasformazione digitale e verde. È importante, ed è una discussione che lanceremo, avere una diagnosi comune della situazione economica e di quello che serve per il futuro. E questo prenderà molto tempo nei prossimi mesi”. “Quello che ci ha frenati finora - continua von der Leyen - non è la carenza di capacità, ma la mancanza di volontà politica. E, se sviluppiamo questa volontà politica, ci sono molte cose che possiamo fare a livello Ue”. Per la presidente, occorre “costruire le fondamenta per l'assunzione collettiva di decisioni, quella che io chiamo consapevolezza situazionale, situational awareness”. Occorre poi “migliorare l'interoperabilità” e “per questo stiamo già investendo in piattaforme comuni europee, dai jet da combattimento ai droni, all'informatica”. Perché “non possiamo parlare di difesa senza parlare di informatica”.

La Presidente passa poi a celebrare, tra poco, il 30° anniversario del mercato unico: “Per trent'anni è stato il grande catalizzatore del progresso e della prosperità in Europa. Agli inizi della pandemia lo abbiamo difeso da pressioni che ne minacciavano l'erosione e la frammentazione. Per la nostra ripresa, il mercato unico è il motore dell'occupazione di qualità e della competitività. È una questione importante soprattutto per il mercato unico digitale”. Durante quest'ultimo anno “Abbiamo presentato proposte ambiziose: per contenere il potere di controllo degli accessi esercitato da importanti piattaforme; per richiamare tali piattaforme alle loro responsabilità democratiche; per promuovere l'innovazione; per incanalare il potere dell'intelligenza artificiale”.

Il digitale è, senza alcun dubbio, decisivo. “Gli Stati membri condividono questa valutazione: la spesa per il digitale nel NextGenerationEU sforerà addirittura l'obiettivo del 20 %, a riprova dell'importanza di investire nella nostra sovranità tecnologica europea. Dobbiamo intensificare gli sforzi per definire la nostra trasformazione digitale secondo le nostre norme e i nostri valori. Permettetemi di citare, in particolare, i semiconduttori, quei minuscoli chip che fanno funzionare tutto: smartphone, scooter e monopattini elettrici, treni o intere fabbriche intelligenti. Non esiste digitale senza chip. Mentre parliamo, intere linee di produzione stanno già lavorando a velocità ridotta, nonostante la domanda crescente, proprio per la carenza di semiconduttori. Ma mentre la domanda mondiale è esplosa, la quota europea dell'intera catena del valore, dalla progettazione alla capacità di produzione, si è assottigliata. Ora dipendiamo dai chip di ultima generazione fabbricati in Asia. In questo caso non si tratta solo di competitività. Si tratta anche di sovranità tecnologica. Perciò, diamo a questo problema tutta l'attenzione che merita”.

Presto si prevede di presentar una nuova legge europea sui semiconduttori. “Dobbiamo mettere insieme le nostre capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione di livello mondiale. Dobbiamo coordinare gli investimenti dell'UE e nazionali lungo la catena del valore. Lo scopo è creare insieme un ecosistema europeo dei chip che sia all'avanguardia, inclusa la produzione. Così ci garantiremo la sicurezza dell'approvvigionamento e svilupperemo nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa. È vero: è un compito estremamente arduo. E so che alcuni lo considerano fuori portata. Ma quelle stesse persone sostenevano la stessa cosa per Galileo vent'anni fa. E guardate cos'è successo. Ci siamo rimboccati le maniche. E così, oggi, i satelliti europei forniscono il sistema di navigazione per oltre 2 miliardi di smartphone in tutto il mondo. Siamo leader mondiali. Perciò, diamo nuovamente prova di audacia, questa volta per i semiconduttori. Siamo bravi a finanziare la costruzione di strade. Ma non ha senso per l'Europa costruire una strada perfetta tra una miniera di rame di proprietà cinese e un porto di proprietà cinese. Per questo tipo di investimenti dobbiamo diventare più intelligenti. Perciò presenteremo a breve la nostra nuova strategia in materia di connettività denominata Gateway globale”.

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