Voragine Tokyo2020: in Giappone ci si chiede chi pagherà le spese

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Image from askanews web site
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Roma, 7 set. (askanews) - I Giochi olimpici e paralimpici da un punto di vista finanziario hanno lasciato più che un buco: hanno lasciato una voragine. Dapprima rimandate di un anno, poi realizzate nel pieno di un'ondata di contagi Covid, sono state caratterizzate da restrizioni, a partire da quella che ha impedito la presenza degli spettatori, e hanno visto saltare in aria tutti i piani economici dell'organizzazione nipponica. Quindi il dibattito, oggi, in Giappone è: chi pagherà le spese non coperte?

Passata l'ubriacatura sportiva e scontato il vantaggio d'immagine per un paese che, pure in condizioni particolarmente difficili, è riuscito a portare a meta questo enorme doppio evento, ora è il momento di fare più prosaicamente i conti. "Esamineremo con accuratezza le entrate e le spese", ha detto l'amministratore delegato di Tokyo2020 Toshiro Muto. "E' difficile - ha continuato - in questo momento fornirvi un quadro".

Secondo quanto scrive oggi il Nikkei, prima che venisse vietata la presenza del pubblico per Olimpiadi gli organizzatori prevedevano 90 miliardi di yen (690 milioni di euro) di entrate dalle vendite dei biglietti. In grandissima parte questi introiti sono andati perduti. E una stima individua in questa voce un buco del 10 per cento dei 721 miliardi di yen (5,5 milirdi di euro) delle entrate totali preventivate per il doppio evento.

Secondo un'altra valutazione precedente alle Paralimpiadi, l'aggravio dei costi per il doppio evento è stato pari a 294 miliardi di yen (2,25 miliardi di euro), per Giochi costati 1.644 miliardi di yen (12,5 miliardi di euro). Vale a dire i più costosi della storia.

Dal momento che gli sponsor erano già intervenuti per contribuire a coprire le spese aggiuntive intervenute per la dilazione di un anno degli eventi, adesso sarà difficile bussare ancora a quelle porte.

Chi pagherà, insomma? Da contratto, dovrebbe essere la città ospite, vale a dire il governo di Tokyo. Tuttavia la capitale nipponica ha dovuto già affrontare ingenti spese aggiuntive per aggiornare tutta la mobilità, la logistica e le misure di prevenzione sanitaria in modo da affrontare la sfida del Covid-19 nel contesto olimpico.

Secondo una fonte interpellata dal Nikkei, attorno al mese di dicembre si aprirà un tavolo tra Tokyo e il governo nazionale. La sindaca di Tokyo Yuriko Koike non si troverà però di fronte Yoshihide Suga, che ha spinto fortemente per tenere i Giochi olimpici in qualsiasi condizione e che alcuni giorni fa ha annunciato che non concorrerà a fine mese alla leadership del Partito liberaldemocratico e quindi al matenimento della poltrona di premier. E non è detto che il successore di Suga si senta altrettanto responsabile della scelta fatta prima dell'estate dal suo predecessore.

Si capirà come è stata effettuata la divisione sulla base del bilancio nazionale che dovrà riportare eventuali scostamenti dovuti ai Giochi. Infine, probabilmente, la partirta sarà completamente chiusa non prima di aprile del prossimo anno e a giugno si scioglierà definitivamente il comitato organizzatore, non prima di aver prodotto un rapporto finanziario.

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