"Votare ora è folle", dice Matteo Renzi, che apre ai Cinquestelle

alberto ferrigolo

“Andremo in Senato e ci confronteremo. E qui è in gioco l'Italia, non le correnti dei partiti. Chiederò di parlare e dirò che votare subito è folle”. Parola di Matteo Renzi, ex premier ed ex segretario del Pd in una sostanziosa intervista all'edizione cartacea del Corriere della Sera.

Ma il paradosso è che proprio l'attuale segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al voto ci vuole andare, e subito. Come Salvini, di fatto. All'obiezione, Renzi la mette sul personale: “Nell'ultima settimana sono stato attaccato più volte dai membri della segreteria. Leggo che il gruppo dirigente vorrebbe votare subito perché almeno si cambiano i parlamentari renziani: sono pronti a dare cinque anni di governo a Salvini pur di prendersi i gruppi parlamentari d'opposizione. Nobile motivazione, per carità, ma riduttiva. Stanno ancora una volta attaccando il Matteo sbagliato”.

All'appello di Zingaretti che chiede a Renzi una mano, in quanto “risorsa” del partito, quest'ultimo risponde “volentieri” all'appello ma per lui la priorità è dare una mano “al Paese più che alla Ditta”.

Secondo Matteo Renzi, infatti, vanno disinnescati tre rischi immediati: “La priorità è evitare l'aumento dell'Iva. Vanno trovati 23 miliardi di euro”. E poi si chiede “perché un commerciante deve pagare la recessione che l'aumento dell'Iva comporterà? Che colpa ne ha quel commerciante se Salvini si è stancato di Toninelli? Che Toninelli sia incapace noi lo diciamo da anni. Salvini se ne è accorto solo adesso? Se votiamo subito l'Iva va dal 22 al 25%? Prima togliamo le clausole e poi si vota. Ieri abbiamo bruciato 1 5 miliardi, lo spread è alto, i risparmiatori soffrono”.

Seconda priorità è che “Salvini deve lasciare il Viminale, Conte deve lasciare palazzo Chigi” perché in quanto “sfiduciati non possono essere loro i garanti elettorali. Facciano la campagna, ma lascino gli uffici pubblici”. Terzo punto: la riduzione dei parlamentari. Matteo Renzi considera la riforma “incompleta e demagogica” ma poi aggiunge che “i 5Stelle hanno scommesso molto su questa riforma”. “A me non piace – replica – ma devo ammettere che hanno ragione loro quando dicono che sarebbe un assurdo fermarsi adesso, a un passo dal traguardo. Si voti in Aula in quarta lettura e si vada al referendum: siano gli italiani a decidere”.

Un'apertura inedita, quella dell'ex premier ed ex segretario per il quale i grillini erano come fumo negli occhi, ma lui dice che non di questo si tratta bensì di “un appello a tutti”, dalla Lega ai 5Stelle, da Forza Italia alla sinistra radicale, dalle Autonomie ai sovranisti fino ai gruppi parlamentari del Pd, “della cui tenuta non dubito” chiosa, perché “ci vuole un governo istituzionale che permetta agli italiani di votare il referendum sulla riduzione dei parlamentari, che eviti l'aumento dell'Iva, che gestisca le elezioni senza strumentalizzazioni”.

Secondo Matteo Renzi, Matteo Salvini, poi, “ha paura e non sta bene”. “Lo si capisce – dice – guardandolo in spiaggia, e ascoltandone le farneticanti parole: ‘Italiani, datemi pieni poteri'. Sembra Badoglio” chiosa. “E con Salvini che chiede ‘pieni poteri', i mercati temono l'uscita dall'euro. Si andrà a votare, certo. Ma prima vengono i risparmi degli italiani, poi le ambizioni di Capitan Fracassa”. Ma Renzi come si spiega l'atteggiamento di Salvini? In verità l'ex premier non se lo spiega, “ma c'è qualcosa di strano in questa ansia da voto di Salvini. E non capisco perché il Parlamento dovrebbe assecondarla”.

Ma Renzi non teme critiche e polemiche per il rinvio del voto? “Se le temessi farei altro”, risponde, “ma credo sia giusto restituire Salvini ai suoi mojito”. “E restituire un governo decente agli italiani” aggiunge. “Poi si andrà a votare e vincerà il migliore. Ma solo dopo aver evitato l'aumento Iva, ridotto il numero dei parlamentari, garantita la tenuta istituzionale del Paese”.