Voto di fiducia al Governo, tutto ciò che c'è da sapere

Voto di fiducia al Governo: ecco come funziona e a cosa serve
Voto di fiducia al Governo: ecco come funziona e a cosa serve

A cosa serve e come funziona la fiducia?

Il voto di fiducia al governo: cos’è?

La risposta è indicata all’articolo 94 della Costituzione:

“Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.”

Entro 10 giorni dalla nomina da parte del Presidente della Repubblica, ogni Governo deve recarsi alla Camera dei deputati e del Senato per incassare il voto di fiducia. Stiamo parlando di un passaggio obbligatorio che rappresenta il ponte tra il potere legislativo del Parlamento e quello esecutivo del governo entrante.

Il premier e i ministri devono presentare il programma che si intende seguire e chiedere la legittimazione ai parlamentari.

Come fa il Governo ad ottenere la fiducia?

Come fa il governo ad ottenere la fiducia? Riesce nell’obiettivo qualora la maggioranza di deputati e senatori vota sì. La votazione si svolge per appello nominale ai sensi dell’articolo 64 della Costituzione: ogni parlamentare viene interpellato a turno e di volta in volta dichiara pubblicamente se il suo voto è sì o no. Questo serve ad evitare il fenomeno dei cosiddetti “franchi tiratori”, ossia che si creino parlamentari che dichiarano un voto diverso da quello effettivamente espresso.

Cosa succede, invece, se il governo non incassa il voto di fiducia? In questo caso, dovrà presentarsi nuovamente davanti al Presidente della Repubblica e domandare le dimissioni. Questo darebbe il via ad una serie di consultazioni, al fine di trovare un Presidente del consiglio che possa avere i numeri per governare il Paese.

Mozione di sfiducia e questione fiducia

Inoltre, è importante ricordare che l’appoggio del potere legislativo deve esserci anche durante tutto il mandato. Perciò, esistono la mozione e la questione di fiducia:

  • la mozione di sfiducia si verifica quando 1/10 dei componenti di una Camera firma un documento nel quale dichiara i motivi per revocare la fiducia al governo. La mozione di sfiducia apre la crisi di governo, quindi dopo 3 giorni si vota a scrutinio palese; comporta infine l’obbligo di dimissioni in capo al governo, nel caso di esito negativo.

  • la questione di fiducia si usa quando il Presidente del consiglio teme di non avere più l’appoggio delle Camere e chiede che sia espresso un voto che manifesti l’appoggio al suo operato.

Appare evidente che lo scopo della mozione di sfiducia sia quello di preservare il vincolo di fiducia tra poteri, mettendo in discussione l’operato di un singolo ministro e non dell’intero governo.

 

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