Voto di sangue in Messico, Obrador perde maggioranza alla Camera

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Roma, 7 giu. (askanews) – Il Movimento di Rigenerazione Nazionale (Morena), al governo in Messico, ha perso la maggioranza assoluta insieme ai suoi alleati alla Camera dei deputati, secondo i primi risultati ufficiali delle elezioni di mid-term che si sono svolte domenica 6 giugno nel Paese. I messicani sono andati alle urne per rinnovare la Camera dei deputati, circa 20.000 incarichi regionali e 15 dei 32 governatori federali, in quello che è stato definito un test chiave per il presidente Andrés Manuel Lopez Obrador (Amlo), 67 anni, e il suo progetto di riforme chiamato “La Quarta trasformazione”, al termine di una cruenta campagna elettorale e dopo le devastazioni lasciate dalla pandemia.

Il partito del presidente, stando ai primi risultati dell’Istituto elettorale nazionale (INE), non è riuscito a ottenere neppure la maggioranza qualificata (due terzi degli eletti) alla Camera. Morena avrà infatti tra 190 e 203 dei 500 seggi della Camera (40%), perdendo la maggioranza assoluta (metà più uno) di cui era titolare e la maggioranza qualificata, di cui godeva con i suoi tre partiti alleati (Verdi e Laburisti), fermandosi al 47% delle preferenze di coalizione.

I tre principali partiti di opposizione avrebbero ottenuto invece il 44% dei voti degli aventi diritto (il 21% è andato al Partito Rivoluzionario Istituzionale, il 20% ad Azione Nacional e il 3% al Partito della Rivoluzione democratica).

La maggioranza qualificata in entrambe le camere è necessaria per approvare riforme costituzionali. Da adesso, l’alleanza al governo dovrà cercare accordi con le opposizioni non solo al Senato, dove già non disponeva dei due terzi degli eletti, ma anche alla Camera dei deputati.

I comizi si sono svolti in un clima di violenza e 91 politici, moltissimi dei quali candidati o pre-candidati, sono stati uccisi da settembre scorso. Nello Stato di Guerrero, uno dei più violenti e poveri del paese e dove ai seggi ci sono le guardie armate, ne sono stati uccisi 8.

“Con i vigilantes abbiamo la sicurezza nei nostri villaggi, ma la cosa che più vogliamo è che il governo ci sostenga, che veda cosa manca nei villaggi e che si sta soffrendo”, ha affermato una residente.

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