Voto Rousseau, la decisione di Mattarella: “Se vince il no, subito elezioni”

Voto Rousseau previsioni Mattarella

Quando mancano ancora diverse ore al termine del voto sulla piattaforma Rousseau, che deciderà le sorti dell’alleanza Pd-M5s, circolano svariate previsioni che tentano di delineare il futuro di Palazzo Chigi in base a quanto emergerà dalla base del Movimento. In caso di esito positivo, il premier incaricato Giuseppe Conte salirà al Colle per sciogliere la riserva e presentare al capo dello Stato la lista dei ministri. Se invece gli iscritti voteranno contro l’ipotesi di un governo giallorosso, il presidente Sergio Mattarella è determinato a sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate.

Voto Rousseau, le previsioni

In entrambi i casi, martedì 3 settembre è la giornata decisiva per il Conte bis e per quella che rischia di essere la legislatura più breve nella storia politica italiana. Tutto si dovrà svolgere in tempi rapidi, questa è la volontà della massima carica dello Stato, per evitare di prolungare ulteriormente la crisi di governo e affrontare la manovra economica ormai incombente (la legge di bilancio dovrà essere presentata entro metà ottobre). Sono già passati 26 giorni da quando Matteo Salvini ha annunciato la morte dell’esecutivo gialloverde e ha chiesto “pieni poteri” tramite elezioni anticipate e Sergio Mattarella è deciso a porre fine al clima di caos e incertezza corrente, anche sulla base del voto su Rousseau. La votazione, infatti, appartiene alla sfera della logica interna ai partiti, liberi di scegliere le modalità di consultazione del proprio elettorato, ma avrà importanti conseguenze sul destino politico dell’intero Paese.

I possibili scenari

Una vittoria del “no” comporterebbe dunque la fine della legislatura e nuove elezioni, probabilmente il 10 novembre. Dopo la rinuncia all’incarico da parte del premier incaricato, Mattarella promuoverebbe un governo elettorale fino alle urne.

Se invece all’interno della base grillina dovesse prevalere il ““, dopo lo scioglimento della riserva e l’approvazione della squadra dei ministri, si procederebbe con il giuramento del nuovo governo già nella giornata di giovedì 5 settembre. Il giorno successivo un primo Cdm permetterebbe l’insediamento dell’esecutivo, a cui seguirebbe la presentazione in Parlamento per il voto di fiducia.