Voto Umbria, Di Maio chiama e Zingaretti risponde

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Luigi Di Maio chiama, Nicola Zingaretti risponde. M5S e Pd aprono il dossier Umbria e studiano l'ipotesi di un nuovo accordo, per le imminenti elezioni regionali, dopo l'intesa che ha portato alla formazione del governo. 

Ad avviare il dibattito è la lettera che il leader politico del M5S ha inviato a La Nazione - Qn. In Umbria "per rigenerare il patto di fiducia cittadini-istituzioni, secondo me c’è bisogno che tutte le forze politiche di buon senso facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica, che noi saremmo disposti a sostenere esclusivamente con la nostra presenza in consiglio regionale, senza pretese di assessorati o altri incarichi. Ovviamente ci aspettiamo che tutti gli altri facciano lo stesso", scrive. "Qualcuno parlerà di alleanze o coalizioni, ma non si tratta di questo - prosegue Di Maio - Ognuno correrà con il proprio simbolo in sostegno di un presidente civico e con un programma comune. Ma senza pretendere nulla sulla composizione della giunta e sulle dinamiche del governo regionale. Le forze politiche saranno solo in consiglio regionale con i propri gruppi". 

La prima risposta del segretario del Pd arriva con una nota. "Anche in Umbria il confronto può andare avanti. Ci sono tutte le condizioni per un processo nuovo che valorizzi la qualità e metta al centro il lavoro, la sostenibilità e il bene dei cittadini umbri", scrive Zingaretti. In serata, la festa del partito a Torino offre l'opportunità per approfondire il discorso. "La politica dell’odio stava distruggendo l'Italia è per fermarla abbiamo costruito un governo che anziché cavalcare la rabbia dei cittadini ha deciso di cercare delle soluzioni con il buon governo", dice Zingaretti. "Nel rapporto fra noi e i 5 Stelle lasciamo perdere le giunte e amministrazioni già insediate, guardiamo al futuro. Non dobbiamo riproporre lo schema del governo di prima e ricommettere l'errore di contemplare le differenze fra noi e gli altri dentro l'azione di governo. Troviamo punti su cui fare passi insieme per fare il bene dell'Italia", dice Zingaretti. "Siamo ai nastri di partenza - aggiunge- e bisogna rispettare assolutamente i territori. In Umbria con le elezioni alle porte si è aperto un processo che io credo positivo di avvicinamento delle posizioni che ovviamente va incoraggiato. Noi lo abbiamo detto subito e le parole oggi dette da Di Maio sono un segnale importante. Dobbiamo dimostrare anche in questo di rispettare i processi politici per il bene dei territori". 

Nello schieramento dei Dem, pesano anche le parole di Dario Franceschini. "Di Maio ha detto cose importanti sull'Umbria. Ora c'è l'Umbria, poi si voterà in Emilia, Calabria, Toscana. Vedremo, un passo alla volta. Le parole di Di Maio possono essere un inizio di percorso che possiamo provare a intraprendere per evitare la vittoria della destra in una regione importante", dice il ministro dei Beni Culturali, che chiosa con un tweet nel quale 'tagga' il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico: "Ci siamo aggrediti e insultati per anni. Ora costruiamo una casa comune con i sassi che ci siamo gettati contro".