Vulvodinia, proposta di legge. Alla Camera anche Damiano dei Maneskin

(Adnkronos) - Riconoscere la vulvodinia e neuropatia del pudendo nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) del Servizio sanitario nazionale. E' il contenuto della proposta di legge, depositata alla Camera e al Senato - presentata oggi nella sala stampa di Montecitorio - nata raccogliendo le istanze del Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo che ha ascoltato medici, pazienti e i loro familiari e ha ottenuto l’appoggio trasversale della gran parte dei gruppi parlamentari: Pd, M5s, Fi, Iv, Lega, Coraggio Italia e +Europa.

Alla Camera, presente anche il cantante dei Maneskin, Damiano David, che ha accompagnato la fidanzata Giorgia Soleri. Il frontman della celebratissima band romana, che indossava un impeccabile completo beige con camicia in tinta e cravatta bordeaux, si è mostrato molto disponibile e accettato le decine di richieste di selfie fatte dai giornalisti, dal personale della Camera (in special modo femminile) che si è avvicinato alla sala stampa di Montecitorio, richiamato dal nome del cantante.

Damiano ha accompagnato la compagna che, essendone affetta dalla patologia, è stata una delle prime donne negli anni passati a parlare della vulvodinia, a rendere nota una malattia che, secondo stime, colpisce circa il 12-15% delle donne e può compromettere seriamente la qualità della vita.

"La vulvodinia e la neuropatia del pudendo sono tutt’altro che malattie rare in quanto affliggono una donna su sette. Nonostante l’altissima diffusione, sono patologie sottostimate da molti medici e misconosciute dalla società e, di conseguenza, ancora poco tutelate dallo Stato”, hanno affermato Giuditta Pini (Pd), prima firmataria alla Camera e Giuseppe Pisani (M5s), primo firmatario al Senato. “Per questo motivo - hanno concluso - c’è ancora molto da fare al fine di eliminare lo stigma e le disuguaglianze sulle malattie di genere, che affliggono soprattutto la popolazione femminile, favorendone la prevenzione, diagnosi e cure tempestive".

La proposta prevede - tra l'altro - il riconoscimento della vulvodinia e neuropatia del pudendo nei Lea come malattie croniche e invalidanti; l’individuazione di centri di riferimento pubblici regionali per il corretto trattamento del dolore pelvico; l’esenzione dalla partecipazione alla spesa pubblica per le relative prestazioni sanitarie, l'istituzione di un fondo nazionale specifico; l’accesso agevolato al telelavoro e allo smart working per le lavoratrici e l’accesso agevolato alla didattica a distanza.

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